De Luca difende i Comuni e stringe il patto con Meloni: «Lavoriamo per un nuovo modello d'Italia»
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Redazione Interno
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Cateno De Luca ha scelto. Dopo mesi di trattative e di voci che lo volevano nel campo largo siciliano, il leader di Sud chiama Nord ha ufficializzato l'intesa con Fratelli d'Italia in vista delle prossime elezioni politiche, rivendicando una convergenza costruita sul ruolo dei sindaci e dei territori.
«Tutti mi cercavano, compreso il campo largo, ma ho scelto dove ho trovato un'apertura vera e una convergenza sui temi», ha spiegato De Luca, secondo il quale la presidente del Consiglio ha deciso di puntare sui territori e sulle comunità locali, che a suo giudizio hanno diritto a una rappresentanza diretta.
L'accordo parlamentare e il caso delle firme
L'intesa politica si è tradotta immediatamente in un'operazione parlamentare. Sud chiama Nord ha costituito una componente nel gruppo Misto alla Camera grazie a due deputati “in prestito” da Fratelli d'Italia, Luca Sbardella e Manlio Messina, che si sono aggiunti a Francesco Gallo, unico esponente del movimento eletto nel 2022. Il passaggio non è solo formale: la presenza di una componente parlamentare consente al partito di De Luca di raccogliere soltanto 1.500 firme per collegio invece delle seimila previste dalla nuova legge elettorale per le formazioni che non hanno gruppo a Montecitorio, un vantaggio tecnico tutt'altro che marginale in vista della competizione nazionale.
La frattura sul territorio: il circolo di Pozzallo chiude
Se a Roma l'operazione procede, sul territorio l'accordo ha già prodotto una prima crepa. Il circolo di Pozzallo, in provincia di Ragusa, ha annunciato lo scioglimento e la cessazione di ogni attività sotto il simbolo dell'ex sindaco di Messina, formalizzando una rottura maturata dopo la scelta nazionale del leader.
I referenti locali Carmelo Distefano, Antonio Monaca, Maria Migliore e Angela La Terra hanno diffuso una nota in cui contestano la gestione delle trattative e la mancata condivisione delle decisioni con le realtà territoriali, sostenendo che i viaggi romani di De Luca sono serviti a garantirsi una posizione in prima fila alle prossime politiche. La dirigenza nazionale rivendica la titolarità del simbolo e della lista, mentre la base pozzallese prende le distanze in modo netto.
La convention di Roma e l'apertura a Sindaci d'Italia
L'appuntamento per ufficializzare il nuovo corso è fissato a Roma dal 27 al 29 ottobre, quando si terrà la convention nazionale di Sud chiama Nord. La prima giornata sarà curata dal movimento Sindaci d'Italia, con cui è stato raggiunto un accordo per portare alla conferenza rappresentanti dei movimenti civici provenienti da tutta la penisola. Ad aprire i lavori sarà il presidente del Senato Ignazio La Russa, mentre resta l'auspicio di una partecipazione della premier.
De Luca esclude invece qualsiasi ipotesi di lista comune con Maurizio Lupi e rivendica per il proprio progetto una prospettiva che va oltre il 3 per cento, sostenendo che la nuova collocazione nel centrodestra rappresenti una novità capace di intercettare consensi trasversali, anche in quell'area civica che tradizionalmente guardava al centrosinistra.
Il peso elettorale e le mani libere in Sicilia
Alle spalle dell'accordo c'è un calcolo fondato sui numeri. Alle regionali siciliane del 2022 De Luca aveva raccolto oltre 507mila voti, mentre alle europee del 2024 la lista che portava il suo nome si era fermata a 284.629 preferenze. Il leader di Sud chiama Nord tiene però a distinguere i piani: l'intesa con Fratelli d'Italia riguarda le politiche, mentre in Sicilia rivendica piena autonomia di movimento, senza vincoli automatici in vista delle prossime regionali.
Una precisazione che non ha mancato di suscitare reazioni nel centrodestra isolano, dove l'ipotesi di una sua candidatura alla presidenza della Regione è stata liquidata dall'assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino come «una barzelletta», pur riconoscendo che la coalizione sta lavorando per allargare i propri confini.
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