Cateno De Luca: «Non siamo competitor di Lupi, supereremo il 3%»
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Redazione Interno
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«Non giochiamo una partita per fare il miglior perdente, non giochiamo a perdere. Abbiamo una prospettiva importante di poter rappresentare nel centrodestra una novità che va ben oltre il 3%». Davanti a Montecitorio, il leader di Sud Chiama Nord Cateno De Luca ha scelto parole nette per marcare la distanza da chi, nella coalizione, immagina per il suo movimento un ruolo di comprimario. L’occasione è l’annuncio della conferenza nazionale in programma a Roma dal 27 al 29 ottobre, organizzata in accordo con il progetto Sindaci d’Italia.
La convention di fine ottobre e gli ospiti annunciati
Alla tre giorni romana parteciperà il presidente del Senato Ignazio La Russa, che terrà a battesimo la convention. De Luca ha spiegato che esistono «buone possibilità» anche di una presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il ragionamento politico che accompagna l’invito è presto detto: dopo la decisione del generale Roberto Vannacci di partecipare alle primarie del campo largo, l’attenzione del centrodestra si sarebbe spostata verso un «progetto innovativo che vede protagonisti i territori».
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, il leader di Sud Chiama Nord ha anche annunciato che alle prossime elezioni ci sarà una lista congiunta con Sindaci d’Italia, progetto che ha definito differente «dal civismo in provetta dei salotti».
Il battibecco con i parlamentari di Futuro Nazionale
La conferenza stampa si è trasformata in un faccia a faccia quando, nella stessa piazza, sono arrivati i parlamentari di Futuro Nazionale, il movimento fondato da Vannacci, per un sit-in dedicato alla politica energetica e all’intesa tra Stati Uniti e Russia sul gasolio. Vedendoli passare, De Luca ha commentato: «Stanno scappando, si chiama ritirata strategica». Poi ha rincarato la dose: «Sono io l’anti-Vannacci», contrapponendo al «partito dei cazzari» il «partito del pragmatismo e della buona amministrazione». Non si è fatta attendere la replica.
Il capogruppo di Futuro Nazionale alla Camera, Edoardo Ziello, ha sbottonato: «Ma chi si crede, il presidente della Repubblica?». Il deputato Rossano Sasso ha liquidato De Luca con un giudizio tranchant: «Imbarazzante, non ha nulla di destra». Ziello ha poi spostato il confronto sul piano politico, sostenendo che «evidentemente Meloni preferisce la Democrazia cristiana alla destra vera».
Il quadro dei sondaggi e l’obiettivo dichiarato
Alle spalle della polemica c’è un dato che circola negli ambienti politici. L’ultimo sondaggio Swg per il Tg di La7 diretto da Enrico Mentana colloca il centrodestra al 42,4%, somma che include il contributo di Sud Chiama Nord senza Futuro Nazionale, mentre il campo largo si fermerebbe al 40,9%. Per colmare il divario, secondo la rilevazione, il centrosinistra dovrebbe estendersi a Italia Viva e +Europa, raggiungendo il 43,7%. Numeri che De Luca agita come argomento per rivendicare un peso specifico superiore alle attese.
«Non siamo competitor di Lupi», ha precisato, riferendosi a Noi Moderati, «perché il nostro obiettivo è andare ben oltre il 3% e ci sono tutte le condizioni per poterlo concretizzare».
Le reazioni nella coalizione e il nodo siciliano
L’intesa con Fratelli d’Italia, ufficializzata nei giorni scorsi, ha già prodotto effetti sul territorio. Il circolo di Pozzallo ha annunciato lo scioglimento e la cessazione di ogni attività sotto il simbolo di Sud Chiama Nord, con i fondatori che hanno accusato De Luca di aver tenuto all’oscuro la base territoriale mentre trattava l’accordo con i vertici meloniani.
Sul fronte della coalizione, il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, esponente della Lega, ha commentato con ironia l’ipotesi di una candidatura di De Luca alla presidenza dell’isola per il 2027: «Mi sembra francamente una barzelletta». Ha però aggiunto di essere «contento che la coalizione di centrodestra stia lavorando per allargare i suoi confini». De Luca, dal canto suo, ha più volte chiarito che l’accordo nazionale non si estende alla Sicilia, dove il movimento intende mantenere mani libere.
Alla convention di fine ottobre è atteso anche il deputato di Fratelli d’Italia Luca Sbardella, insieme all’ex meloniano Manlio Messina, che nei giorni scorsi hanno aderito alla componente Sud Chiama Nord del gruppo misto.
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