I competitor che non ti aspetti: quando l’industria entra nel retail

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un tempo i confini tra produzione e distribuzione erano netti, quasi inviolabili. Oggi, invece, quelle barriere si sono assottigliate, lasciando spazio a strategie inedite che ribaltano le regole del gioco. È il caso di NewPrinces, gruppo nato dall’integrazione tra Newlat e Princes, che dopo anni di attività nell’industria alimentare – tra latte, pasta, conserve e private label – ha compiuto una mossa imprevista: l’acquisizione di Carrefour Italia. Un salto nel retail che segna un cambio di paradigma, dimostrando come chi produce non voglia più limitarsi a fornire gli scaffali, ma gestirli direttamente.

L’operazione, annunciata il 24 luglio 2025, vale un miliardo di euro, di cui 400 milioni attribuiti agli immobili e 600 al business operativo. Un affare che consegna a NewPrinces oltre 1.000 punti vendita in Italia, molti dei quali concentrati al Nord. Nella provincia di Varese, dove Carrefour conta una trentina di supermercati – da Luino a Busto Arsizio, passando per Gavirate e Lavena Ponte Tresa – la notizia ha ripercussioni immediate, soprattutto per i centinaia di dipendenti coinvolti.

Dietro questa scalata c’è Angelo Mastrolia, imprenditore del Ticino con un quartier generale a Paradiso, che attraverso NewPrinces – quotata alla Borsa di Milano – ha costruito un impero agroalimentare globale. Se il suo nome può non essere noto a tutti, lo sono invece marchi come Buitoni e Plasmon, entrati nel suo portafoglio con acquisizioni mirate. La scelta di rilevare Carrefour Italia non è solo una questione di numeri, ma una scommessa sull’integrazione verticale: controllare sia la filiera produttiva che quella distributiva per ridurre dipendenze e margini intermedi.

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