Bollette salate in Italia: l’Arera conferma il divario con l’Europa, mentre il gas aumenta del 15%
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Redazione Economia
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Mentre in Europa il costo dell’energia sembra aver trovato un equilibrio, l’Italia continua a presentare un paradosso che grava sulle tasche delle famiglie: nonostante il prezzo dell’energia sia diminuito, le bollette di luce e gas rimangono tra le più alte dell’Unione Europea. A rivelarlo è la relazione annuale 2024 dell’Arera, che evidenzia come il peso del fisco e degli oneri di sistema annullino i benefici della riduzione dei prezzi all’origine.
Se da un lato il mercato europeo registra un calo generalizzato dei costi, dall’altro il prezzo medio del gas naturale per i consumatori domestici in Italia è cresciuto del 15,1% nel 2024, toccando i 13,1 centesimi di euro al kWh. Un dato che supera del 5,3% la media dell’area euro e che si somma a un altro fattore critico: gli stipendi, fermi dal 2008, rendono ancora più insostenibile l’aumento delle utenze.
La situazione ha spinto la Lega Consumatori a chiedere l’apertura di un’istruttoria per verificare l’operato delle società del settore, mentre Annalisa Corrado, esponente del Pd, ha sottolineato la necessità di indagare su dinamiche che "non tornano". "Il prezzo lordo dell’energia è sceso, ma tasse e oneri hanno azzerato ogni vantaggio", ha osservato, ricordando che una famiglia italiana paga in media il 14% in più rispetto alla media Ue.
A pesare, oltre al rincaro del gas, è anche la struttura tariffaria italiana, dove le componenti fiscali incidono per quasi un terzo della bolletta. Sebbene alcuni segnali positivi emergano dai rapporti, come una lieve riduzione dei costi per l’energia elettrica, il quadro complessivo resta sfavorevole, soprattutto se confrontato con quello di Paesi come Francia e Germania, dove le politiche di sostegno hanno mitigato l’impatto della crisi energetica.




