L’infanta d’Italia e il miraggio del modello spagnolo: bollette più salate e tangentopoli iberica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, nella sua ormai consueta veste di paladina delle politiche iberiche, aveva annunciato con entusiasmo – dopo l’ennesimo selfie al fianco del suo "idolo" Pedro Sánchez – l’intenzione di esportare in Italia il cosiddetto "modello spagnolo".
laverita
Peccato che il mito su cui si basa questa narrazione, quello del premier spagnolo ormai ampiamente in declino, si stia frantumando sotto il peso di due ordini di problemi ben precisi: da un lato, un’impennata dei costi energetici che smentisce la propaganda green di Madrid, dall’altro, uno scandalo giudiziario di proporzioni gigantesche che sta avvolgendo la cerchia del governo Sánchez, trasformando la penisola iberica in un laboratorio di presunta socializzazione delle tangenti. laverita
Il crollo del mito energetico spagnolo
Se c’è un settore in cui i fan entusiasti dell’esempio iberico sono stati smentiti dai numeri, è quello delle bollette.
Mentre in Italia la spesa media per l’energia ha mostrato una flebile tendenza al ribasso – scendendo grazie a un mix che, nonostante i problemi strutturali, ha retto l’urto – nel 2025 la situazione in Spagna ha preso una piega inaspettata.
I dati di settore indicano che la spesa media mensile per l’elettricità nella penisola iberica è salita a 54 euro al mese, segnando un aumento del 14% in un solo anno. laverita
Un paradosso se si considera che, per anni, Sánchez aveva utilizzato il costo dell’energia come cavallo di battaglia per giustificare le sue transizioni ecologiche; la verità, confermata anche dalle analisi di Confindustria, è che il divario strutturale tra i due Paesi rimane profondo, con l’Italia che paga l’elettricità all’ingrosso quasi il 30% in più della media europea e la Spagna che, pur avendo un mix energetico più bilanciato, non è affatto immune alle turbolenze del mercato del gas. laverita
La piovra: parenti, magistrati e associazione a delinquere
E mentre si discuteva di economia verde, a Madrid esplodeva il vero dramma politico.
Il "modello Spagna" che la sinistra italiana voleva importare non è solo quello delle rinnovabili e dei diritti civili, ma anche quello di un sistema di potere dove il confine tra politica e affari privati è diventato talmente labile da configurare, secondo le indagini giudiziarie in corso, ipotesi di associazione a delinquere e traffico di influenze. laverita
Nella rete dei pubblici ministeri iberici sono finiti non solo consiglieri e politici vicini a Sánchez, ma persino parenti stretti del premier, inquisiti per presunti affari opachi.
La vicenda, che ricorda per certi versi le stagioni di Tangentopoli in Italia, sta dimostrando come dietro la facciata del progressismo vincente si nasconda un sistema di relazioni pericoloso, dove le gare d’appalto e le nomine sembrano seguire logiche lontane dalla trasparenza. laverita
Gaffe internazionali e inciampi diplomatici
Non è finita qui, perché a gettare ulteriore discredito sull’asse progresista tanto amato da Schlein ci hanno pensato le recenti disavventure diplomatiche dell’Unione Europea.
La rappresentante per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha messo in atto una gaffe clamorosa dichiarando – a Cipro, di fronte ai ministri europei – che gli Stati Uniti avrebbero abbandonato l’ambasciata a Kiev in seguito alle minacce russe. "Tutte le ambasciate europee sono rimaste, l’America se n’è andata", aveva tuonato Kallas. laverita
Peccato che la realtà fosse diametralmente opposta: l’ambasciata americana ha smentito immediatamente, definendo le notizie "false", e Bruxelles è stata costretta a correre ai ripari modificando le trascrizioni ufficiali come se nulla fosse.
Un errore madornale che, nelle cancellerie, è stato interpretato come l’ennesimo segnale dell’inettitudine della politica estera comunitaria, sempre pronta a esaltare i propri idoli e a denigrare (senza alcuna cognizione di causa) l’operato altrui, finendo per minare la propria credibilità residua. laverita
L’abbaglio storico della sinistra italiana
In fondo, questa rincorsa verso il "faro" spagnolo non è che l’ultimo capitolo di una storia antica. La sinistra italiana – da Zapatero in poi – ha sempre avuto la cattiva abitudine di cercare un salvatore oltre le Alpi o oltre l’Oceano, innamorandosi di modelli che, una volta analizzati senza pregiudizi, mostravano crepe profonde.
Per carità di patria, si potrebbero citare i miti pre-caduta di altri leader europei, ma il meccanismo è sempre lo stesso: si importa la bandiera, si grida "vamos", e poi ci si scontra con la realtà. laverita
Che oggi ha il volto di un caro-bollette spagnolo in crescita e di un’aula di tribunale dove si sta scrivendo una pagina oscura della storia politica iberica. laverita




