Il monito di Draghi all'Ue: "Tenere bassi i salari e puntare sull'export non è più sostenibile"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mario Draghi, intervenendo al Simposio annuale del Centre for Economic Policy Research a Parigi, ha lanciato un monito all'Unione Europea, sottolineando come la strategia di mantenere bassi i salari per aumentare la competitività esterna non sia più sostenibile. Le politiche europee, infatti, hanno tollerato una bassa crescita dei salari come strumento per incrementare la competitività, aggravando la debolezza del ciclo reddito-consumo. Draghi ha evidenziato che tutti i governi disponevano di uno spazio fiscale per contrastare la debolezza della domanda interna, ma, almeno fino alla pandemia, hanno scelto deliberatamente di non utilizzare questo spazio.

L'ex presidente della Banca Centrale Europea ha criticato la preferenza politica per una costellazione economica basata sull'utilizzo della domanda estera e sull'esportazione di capitali con livelli salariali bassi. Draghi ha ribadito la necessità di una riforma dei mercati, a partire da quello unico europeo e dei capitali, per sbloccare gli investimenti su transizione, difesa e digitale. Ha inoltre sottolineato come la situazione attuale non sia più sostenibile e come l'Europa debba confrontarsi con la strategia della nuova amministrazione Trump, che sembra riluttante ad agire come acquirente di ultima istanza.

Draghi ha anche avvertito che il mercato cinese è diventato meno favorevole per i produttori europei, aggiungendo che, se l'Unione Europea continuerà a registrare il tasso medio di crescita della produttività del lavoro dal 2015, l'economia, dato l'invecchiamento della società, tra 25 anni avrà le stesse dimensioni di oggi. Questo scenario, secondo Draghi, significherebbe un futuro di entrate fiscali stagnanti e di avanzi di bilancio per evitare che il rapporto debito/PIL aumenti.

Draghi ha esortato l'Unione Europea a lottare per conservare i propri valori e a non adagiarsi su una fase di declino, ma a varare quelle riforme necessarie per rilanciare la sua azione politica ed economica.

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