Draghi sprona l'Europa, riforma dei mercati e debito comune
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Redazione Economia
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Mario Draghi, nel suo discorso al Simposio annuale del Centre for Economic Policy Research a Parigi, ha lanciato un appello all'Unione Europea affinché rilanci la propria azione politica ed economica. Secondo l'ex presidente della Banca Centrale Europea, l'Europa deve lottare per conservare i propri valori e non adagiarsi su una fase di declino. Draghi ha sottolineato l'importanza di varare riforme, a partire da quella del mercato unico europeo e dei capitali, che possano sbloccare gli investimenti su transizione, difesa e digitale, insieme al periodo di aggiustamento del patto di Stabilità.
Draghi ha criticato le politiche europee che hanno tollerato una bassa crescita dei salari come strumento per aumentare la competitività esterna, aggravando la debolezza del ciclo reddito-consumo. Ha evidenziato come tutti i governi disponessero di uno spazio fiscale per contrastare la debolezza della domanda interna, ma abbiano scelto deliberatamente di non utilizzarlo fino alla pandemia. Questa politica ha rivelato una preferenza per una particolare costellazione economica, basata sull'utilizzo della domanda estera e sull'esportazione di capitali con livelli salariali bassi.
L'ex premier italiano ha avvertito che la situazione attuale non è più sostenibile e che l'Europa dovrà confrontarsi con la strategia economica degli Stati Uniti, in particolare con quella dell'amministrazione Trump, che sembra riluttante ad agire come acquirente di ultima istanza per i prodotti europei. Draghi ha inoltre osservato che il mercato cinese è diventato meno favorevole per i produttori europei.
A partire dalla metà degli anni '90, la crescita relativa negli Stati Uniti e nell'area euro è stata influenzata da due grandi shock. Draghi ha ammonito che, se l'Unione Europea continuerà a registrare il tasso medio di crescita della produttività del lavoro dal 2015, dato l'invecchiamento della società, tra 25 anni l'economia avrà le stesse dimensioni di oggi.




