A Sharm el-Sheikh firmato l'accordo per il cessate-il-fuoco a Gaza, Trump plaude a un'intesa durevole

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I leader di Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia hanno siglato ieri, nel corso di una cerimonia tenutasi nella località egiziana di Sharm el-Sheikh, una dichiarazione congiunta che sancisce il cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza. L’intesa, che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha auspicato possa rivelarsi solida e duratura, delinea le basi per una "pace duratura" nella regione, una condizione nella quale, si legge nel documento, "palestinesi e israeliani potranno prosperare, vedendo garantiti i propri diritti umani, la propria sicurezza e la propria dignità". L’evento, considerato un momento storico da diversi osservatori, apre una fase due del processo, la cui road map prevede un nuovo vertice già nel prossimo mese di novembre al Cairo, sebbene permangano diverse incognite sull’effettiva applicazione degli accordi e sulla stabilizzazione dell’area.

Episodi di tensione nonostante la tregua

Nonostante il fragile quadro diplomatico, sul terreno si sono già registrati episodi che rischiano di minarne l’equilibrio. Le Forze di Difesa Israeliane hanno infatti riferito di aver ucciso, nel quartiere orientale di Shejaiya a Gaza City, cinque palestinesi definiti "sospetti", i quali, secondo la ricostruzione militare, avevano varcato la cosiddetta Linea Gialla. Questa linea demarcava, nell’ambito dell’accordo di cessate-il-fuoco con Hamas, il limite oltre il quale l’esercito israeliano si era ritirato, e il suo superamento ha costituito il pretesto per un intervento armato che riaccende i timori di una recrudescenza immediata delle violenze.

Le voci dalla Striscia e l'appello per i civili

Dall’interno della Striscia, il parroco di Gaza ha sottolineato come la liberazione degli ostaggi israeliani e dei detenuti palestinesi debba rappresentare soltanto "la prima tappa di un vero cammino verso la pace". Egli ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni disperate della popolazione, che ha perso praticamente tutto, e sui bisogni gravissimi che si acuiranno con l’arrivo del freddo invernale. "Gaza è stata tritata", ha affermato, in una Descrizione che evita i dettagli più crudi ma che rende con efficacia la portata della devastazione subita, invitando a non abbandonare all’oblio la sofferenza dei civili.

Le reazioni della politica internazionale

Oltre ai firmatari dell’accordo, anche altre voci istituzionali si sono levate per commentare gli sviluppi. Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in un passaggio di notevole rilievo, ha osservato che "alla ferita atroce dell'attacco terroristico del 7 ottobre 2023, ha fatto seguito una reazione che ha superato non soltanto criteri di proporzionalità, ma anche i confini di umanità". L’auspicio, da più parti espresso, è che il negoziato in corso possa concludersi positivamente e condurre a un’interruzione definitiva delle ostilità, considerata un presupposto indispensabile anche per la stabilità generale del Medio Oriente e per i Luoghi Santi, nonché per rilanciare la soluzione dei due Stati, ritenuta l’unica in grado di assicurare un futuro di pace e sicurezza per entrambi i popoli.

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