L'eredità contesa di Emilio Fede, l'avvocato finisce nell'occhio del ciclone per le presunte sparizioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
L’aspra querelle giudiziaria che contrappone le figlie di Emilio Fede si arricchisce di un nuovo, e delicato, capitolo. A distanza di mesi dalla scomparsa del noto giornalista e direttore del Tg4, avvenuta nel settembre del 2025, il patrimonio da lui lasciato continua a essere al centro di una battaglia legale che coinvolge non solo gli eredi ma anche il professionista incaricato di vigilare sull'asse ereditario.
Secondo quanto emerso da una consulenza di parte presentata da Simona Fede, la primogenita, sarebbero emersi elementi che gettano ombre sulla corretta amministrazione dei beni di famiglia, spingendo la Procura a valutare una richiesta di archiviazione che, tuttavia, le parti coinvolte non intendono accettare passivamente.
La denuncia di Simona Fede: un patrimonio che si assottiglia
Il contenzioso, che affonda le sue radici già nel periodo successivo alla morte della madre Diana De Feo, avvenuta nel 2021, si è intensificato dopo la scomparsa di Emilio Fede. La figlia Simona ha formalizzato una prima denuncia contro ignoti, raccontando di essersi recata nella casa della madre e di aver avuto l'impressione che vi fosse stato un furto. Un’intuizione che, con il passare dei mesi e l’avanzare delle verifiche, si è trasformata in una precisa accusa nei confronti della sorella Sveva.
La tesi sostenuta da Simona Fede è che la sorella abbia progressivamente assunto il controllo dell'intero patrimonio familiare, operando scelte che non rispecchierebbero le volontà espresse in vita dai genitori.
La cifra contesa e il ruolo del garante testamentario
Al centro della disputa vi sarebbero somme di denaro, beni di valore e immobili di pregio. La primogenita parla di un vero e proprio ammanco, quantificato in un milione e 400 mila euro, che riguarderebbe i conti correnti della madre. A questa cifra, che rappresenta già di per sé un elemento di forte tensione, si aggiungerebbero ulteriori 400 mila euro, relativi a gioielli, argenteria e opere d’arte che risulterebbero irreperibili.
In questo contesto, l’attenzione si è spostata inevitabilmente sulla figura dell’avvocato testamentario, il professionista nominato per garantire la corretta gestione del cospicuo patrimonio accumulato dal direttore del Tg4. Le accuse che iniziano a delinearsi nei suoi confronti sono quelle di aver favorito, con la sua condotta, una delle due eredi a scapito dell’altra, mancando così ai doveri di fedeltà e imparzialità che il suo ruolo imporrebbe.
La strategia difensiva e il futuro del procedimento
I documenti contenuti nella consulenza di parte di Simona Fede rappresentano ora il nuovo fronte di battaglia legale. La difesa della sorella e del professionista dovrà confrontarsi con queste contestazioni, che rischiano di allungare i tempi di una vicenda giudiziaria già complessa. La Procura, dal canto suo, ha proposto l'archiviazione del caso, ritenendo forse non sufficientemente fondati gli elementi raccolti fino a questo momento.
Tuttavia, la replica di Simona Fede è chiara e intende sottolineare come l’archiviazione non sia affatto scontata, poiché i nuovi rilievi contabili e le testimonianze raccolte nelle sue carte potrebbero aprire scenari inediti, imponendo al Gip di rivalutare la posizione del legale e l'intero impianto accusatorio.
Un'eredità fatta di ville, fabbricati e rapporti familiari lacerati
Oltre ai beni mobili e alle liquidità, il contenzioso abbraccia un consistente patrimonio immobiliare, che include ville situate ad Anacapri e diversi fabbricati nel golfo di Napoli. La spartizione di questi beni, in un clima di reciproca sfiducia tra le sorelle, alimenta ulteriormente la complessità della causa.
La guerra dichiarata da Simona, che non esita a definire l'operato della sorella come un vero e proprio svuotamento dei conti, si inserisce in un quadro di rapporti familiari ormai compromessi, dove il denaro e i beni di valore hanno finito per sostituire il dialogo, trasformando il ricordo del padre e della madre in un campo minato di sospetti e rivendicazioni.




