Caso Balogun, la Norvegia presenta reclamo alla Fifa: "Non insabbiate la vicenda"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La polemica che ha avvolto l'ultima edizione del Mondiale di calcio, incentrata sulla revoca della squalifica all'attaccante statunitense Folarin Balogun, non accenna a placarsi nemmeno a torneo ormai archiviato. A tenere alta l'attenzione sulla vicenda è ora la Norvegia, la cui federazione calcistica ha deciso di ufficializzare un reclamo formale al Comitato Etico della Fifa, chiedendo che l'intervento del presidente americano Donald Trump non venga insabbiato e che si faccia piena luce sui contorni di una decisione che ha scatenato un vespaio di critiche internazionali.

La mossa della Norvegia e le parole di Klaveness

A dare l'annuncio, in un'intervista rilasciata al Times, è stata la presidente della Norges Fotballforbund (NFF), Lise Klaveness, spiegando che l'obiettivo del reclamo è ottenere chiarezza su una procedura giudicata quantomeno opaca.

La dirigente norvegese ha espresso preoccupazione per il precedente che si verrebbe a creare qualora la Fifa decidesse di archiviare la questione senza fornire risposte esaurienti, sottolineando come l'elusione delle regole in questo modo rappresenti una china pericolosa per l'integrità dell'intero movimento calcistico. La Klaveness ha inoltre accusato i vertici del calcio mondiale di voler mettere a tacere la faccenda, chiedendo pubblicamente al presidente Gianni Infantino di riconoscere l'errore commesso.

La genesi del caso Balogun

Il caso trae origine dall'espulsione con cartellino rosso diretto rimediata da Balogun durante la partita dei sedicesimi di finale tra Stati Uniti e Bosnia-Erzegovina, sanzione che avrebbe dovuto comportare una giornata di squalifica automatica, come da regolamento, facendo così saltare all'attaccante l'importante ottavo di finale contro il Belgio.

A pochi giorni dal match, la Fifa ha invece deciso di sospendere la squalifica facendo ricorso all'articolo 27 del proprio codice disciplinare, consentendo così al giocatore di scendere regolarmente in campo dal primo minuto, sebbene tale sforzo non sia servito agli Stati Uniti per evitare una pesante sconfitta per 4-1 contro i belgi, che li ha eliminati dalla competizione.

La telefonata con Infantino

A rendere la vicenda esplosiva è stata la conferma, arrivata dallo stesso Donald Trump, di aver contattato telefonicamente il numero uno della Fifa, Gianni Infantino, per sollecitare una revisione della sanzione inflitta al giocatore della nazionale americana.

Secondo quanto riportato da diverse fonti, sarebbe stato proprio questo intervento diretto del presidente degli Stati Uniti a influenzare la decisione finale, con la revoca della squalifica che sarebbe stata convalidata dal solo presidente della Commissione Disciplinare della Fifa, Mohammad al-Kamali, senza il coinvolgimento dell'intero organo composto da diciotto membri.

Il New York Times ha rivelato che Trump avrebbe chiamato la Fifa per ben tre volte consecutive prima di ottenere il risultato sperato, salvo poi esternare la propria soddisfazione sui social network per aver posto fine a quella che definiva "una grande ingiustizia".

Un fronte di critiche internazionali

La decisione della Fifa aveva già scatenato un'ondata di proteste ancor prima del fischio d'inizio dell'ottavo di finale, con la Federazione calcistica belga che aveva prontamente presentato un ricorso, prontamente rigettato dalla Commissione d'Appello per motivi di legittimità, e con la stessa Uefa che aveva duramente criticato l'operato, definendo la scelta "incomprensibile" e "ingiustificabile" e mettendo in guardia sulla minaccia all'integrità del gioco.

Anche alcuni parlamentari europei hanno chiesto un'indagine sul ruolo di Infantino in merito ai suoi contatti con l'amministrazione Trump, mentre il ministro degli Esteri belga, Maxime Prévot, ex arbitro, aveva definito la vicenda un pericoloso precedente per il fair play. Con il reclamo della Norvegia, la pressione sulla Fifa si fa quindi più serrata, con la richiesta di non lasciare che il caso Balogun finisca sotto al tappeto e che vengano chiarite le reali dinamiche che hanno portato a un provvedimento tanto controverso.

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