Ebola, il Consiglio europeo approva le conclusioni. Oltre 230 vittime nella Rdc

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'emergenza sanitaria legata al virus Ebola è stata ufficialmente al centro del dibattito dei leader europei, riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.

Nelle conclusioni approvate dal vertice, i capi di Stato e di governo hanno accolto con favore il rapido stanziamento di fondi di emergenza da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e di altri partner internazionali, sottolineando la necessità di potenziare la sorveglianza epidemiologica, il tracciamento dei contatti e la capacità dei laboratori coinvolti nella risposta al focolaio.

Il bilancio in forte aumento e il ceppo Bundibugyo

Mentre la politica internazionale cerca di coordinare gli sforzi, la situazione epidemiologica nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda continua a destare forte preoccupazione. Secondo le ultime comunicazioni delle autorità sanitarie congolesi, il numero di casi confermati ha raggiunto quota 896, con un bilancio complessivo di 232 decessi. L'incremento, registrato in un solo giorno, parla di 21 nuovi contagi e sei ulteriori vittime, concentrate principalmente nelle province orientali di Ituri e del Nord Kivu.

A preoccupare ulteriormente gli esperti è la natura del virus identificato: si tratta del ceppo raro Bundibugyo, per il quale attualmente non esistono vaccini approvati o terapie specifiche, a differenza del più comune ceppo Zaire. Questa particolarità rende la corsa al contenimento dell'epidemia ancora più complessa e delicata.

La risposta dei Cdc americani e la mobilitazione dell'Oms

Di fronte all'evoluzione della crisi, gli Stati Uniti hanno deciso di compiere un passo significativo sul fronte degli aiuti. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) hanno annunciato lo stanziamento di 107 milioni di dollari in fondi di emergenza, destinati a rafforzare sia la risposta internazionale sul campo sia la preparazione interna del paese, sebbene il rischio per gli Stati Uniti sia stato valutato come basso.

Satish Pillai, direttore dell'incidente per la risposta all'Ebola dei Cdc, ha definito il focolaio "attivo e molto preoccupante", confermando la presenza di quasi mille casi in 31 zone sanitarie della Rdc e l'estensione del contagio anche a Kampala, in Uganda.

Sul fronte operativo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha intensificato gli sforzi per arginare quella che ha definito una corsa contro il tempo: la responsabile delle emergenze per l'Africa, Marie-Roseline Belizaire, ha dichiarato che l'epidemia "rimane grave" e che la trasmissione del virus "si sta evolvendo molto velocemente" nell'est del Paese, nonostante le misure adottate per limitare i danni.

Criticità nei tracciamenti e allarme per la capacità di risposta

Nonostante la mobilitazione internazionale, le operazioni di contrasto al virus si scontrano con ostacoli strutturali e logistici di notevole portata. L'area maggiormente colpita, la provincia congolese dell'Ituri, è teatro di conflitti da anni che hanno causato lo spostamento di quasi un milione di persone. Questo fattore, unito all'estrema vastità del territorio, alle foreste fitte e alle infrastrutture viarie carenti, rende estremamente difficoltoso il tracciamento dei contatti.

Secondo le stime del Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie, per gli oltre 800 casi confermati si ipotizzano tra i 17.000 e i 35.000 contatti potenziali da rintracciare, ma attualmente solo una minima parte di questi è stata effettivamente monitorata.

La situazione è aggravata dall'insufficiente mobilitazione delle risorse finanziarie promesse dalla comunità internazionale: meno del 10% degli oltre 900 milioni di dollari di aiuti annunciati sarebbe stato effettivamente trasferito sul campo, con il conseguente rischio di rallentare ulteriormente una risposta già messa a dura prova.

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