Zelensky firma la legge che limita l’indipendenza delle agenzie anti-corruzione, mentre le proteste infiammano Kiev

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nonostante la guerra, l’Ucraina si trova a fare i conti con una crisi politica interna che rischia di indebolire le istituzioni democratiche nate dopo la rivoluzione del 2014. Volodymyr Zelensky ha approvato una controversa riforma che riduce l’autonomia della Nabu, l’ufficio nazionale anti-corruzione, e della Sapo, la procura specializzata, giustificando il provvedimento con la necessità di "ottimizzare" il sistema giudiziario e neutralizzare presunte ingerenze filorusse. Una mossa che, secondo i critici, segna un pericoloso arretramento nella lotta alla corruzione, uno dei pilastri su cui Kiev ha costruito la sua credibilità internazionale negli ultimi anni.

Le tensioni, covate a lungo tra le forze di sicurezza fedeli al governo e gli organismi di controllo, sono esplose lunedì in scontri durissimi. Agenti dei servizi segreti (Sbu) e della procura generale hanno condotto perquisizioni contro uffici della Nabu, con accuse di violenze e arresti pretestuosi, mentre i funzionari anti-corruzione denunciavano un tentativo di intimidazione. «È chiaro che si vuole mettere il bavaglio a chi indaga sui legami tra potere e affari», ha commentato un procuratore sotto condizione di anonimato, riferendosi alle inchieste su alcuni imprenditori vicini alla presidenza.

Le proteste, scoppiate immediatamente dopo l’approvazione della legge, hanno riempito le piazze di Kiev e di altre città. «Zelensky ha tradito la democrazia», si leggeva sugli striscioni davanti alla Casa delle chimere, dove il presidente ha firmato il provvedimento tra le grida di "vergogna" dei manifestanti. Tra loro, molti attivisti e avvocati che hanno lavorato a riforme oggi minacciate. «Sei anni senza elezioni, e ora i corrotti diventano un vantaggio», ha twittato un gruppo di attivisti, evocando il rischio di una deriva autoritaria.

Tetiana Shevchuk, del Centro AntAC, ha descritto un clima di frustrazione ma anche di determinazione. «Le persone sanno che questa legge è un regalo ai corrotti, eppure scendono in piazza nonostante i rischi», ha spiegato, sottolineando il paradosso di dover difendere lo Stato proprio mentre lo Stato cerca di smantellare i suoi anticorpi. Intanto, l’opposizione politica accusa Zelensky di aver compiuto un passo che nemmeno Putin o Orbán erano riusciti a imporre: dividere il paese su una questione cruciale come la trasparenza, in un momento in cui l’unità sarebbe vitale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.