Il giallo di Salso, il papà e i nonni dei bambini scomparsi arrivano a Tarcento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono arrivati questa mattina a Tarcento, in provincia di Udine, il papà e i nonni dei due ragazzi scomparsi insieme alla madre, Sonia Bottecchiari, lo scorso 20 aprile. Il loro arrivo – avvenuto nel parcheggio dove era stata ritrovata l’auto della donna, un’area ora presidiata da mezzi dei vigili del fuoco e da un’auto dei carabinieri – segna una nuova fase nelle ricerche che ormai si protraggono da giorni senza risultati concreti. La famiglia, originaria di Castell’Arquato, nel Piacentino, ha voluto presenziare di persona al cuore delle operazioni, forse per comprendere meglio il contesto in cui la 49enne e i suoi figli, Nishanta e Joshua di 16 e 14 anni, sono letteralmente spariti nell’aria portando con sé quattro cani.

L’ipotesi del survivalismo e gli oggetti ritrovati

Dagli accertamenti compiuti sulle tracce lasciate a bordo del veicolo e nelle comunicazioni precedenti alla scomparsa, emerge uno scenario complesso che intreccia paure esistenziali, scelte di vita controcorrente e una certa fascinazione per il survivalismo. Gli inquirenti hanno rinvenuto – o ricostruito attraverso testimonianze indirette – un corredo insolito: walkie talkie, filo da pesca, sale per attirare animali selvatici, una somma di cinquemila euro in contanti, e persino riferimenti a un tale “Osvaldo”, probabilmente un potenziale compagno di avventure. A ciò si aggiungono elementi culturali e spirituali: la resilienza del buddismo, la paura delle conseguenze delle guerre globali, e una preparazione quasi maniacale a una vita lontana dalla civiltà. Non si tratta, quindi, di un’allontanamento impulsivo, ma di una fuga ragionata – per quanto ai limiti della comprensione logica – in cui i quattro cani (a cui la madre è legatissima) rappresentano un pezzo fondamentale del puzzle affettivo e logistico.

Avvistamenti e nuove piste sui monti del Friuli

Le ricerche, coordinate in particolare tra Tarcento e il confine con la Slovenia, hanno ricevuto un sussulto dopo la testimonianza di un escursionista. Costui sostiene di aver incontrato la donna con i due ragazzi in una zona montana del Friuli, proprio quella che pare fosse la loro destinazione dichiarata prima di interrompere ogni contatto con il mondo esterno. Nessuna delle segnalazioni successive, va detto, ha però finora dato esito positivo. I soccorritori scandagliano sentieri impervi e zone boschive, mentre i familiari appena giunti – il padre e i nonni – si sono messi a disposizione delle forze dell’ordine, senza però partecipare direttamente alle battute, limitandosi a fornire elementi utili sulla psicologia e le abitudini della donna.

Assenza di contatti e silenzio profondo

Dal 20 aprile non si hanno più notizie di Sonia, nata a Salsomaggiore Terme ma residente a Castell’Arquato, né dei suoi figli. Il silenzio è totale: i telefoni risultano spenti o fuori copertura, nessuna transazione con carte di credito è stata registrata dopo la partenza. I quattro cani, che rappresentano un elemento di forte connessione emotiva per la 49enne, non sono mai stati visti vagare soli, segno che probabilmente restano al fianco dei fuggitivi. La zona di Tarcento – dove è stato allestito il punto base delle ricerche nel parcheggio già citato – continua a essere il baricentro logistico, ma gli sforzi si allargano ora anche oltre confine, in Slovenia, dove alcune tracce olfattive sembrerebbero essersi disperse. Nessuna certezza, tuttavia, accompagna gli inquirenti: solo un cronometro che segna giorni di assenza sempre più preoccupanti, e una famiglia che, pur giunta sul posto, non può fare altro che attendere.

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