Giallo di Salso, il papà e i nonni dei bambini scomparsi arrivati a Tarcento
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Redazione Interno
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L’alba di una nuova giornata di ricerche, a Tarcento, in provincia di Udine, ha portato con sé l’arrivo del padre e dei nonni dei due ragazzi – quattordici e sedici anni – scomparsi insieme alla madre, Sonia Bottecchiari, lo scorso 20 aprile. È qui, in questo centro friulano, che da giorni si concentrano le operazioni per ritrovare la donna, i figli e i loro quattro cani, partiti da Castell’Arquato, nel Piacentino, senza più dare notizia di sé. Il parcheggio dove era stata rinvenuta l’auto della quarantanovenne – lo stesso che ospita mezzi dei vigili del fuoco e un’autovettura dei carabinieri – è diventato il polo logistico da cui si dipanano i controlli sul territorio.
Una pista da un escursionista
Proprio mentre i familiari raggiungevano il Friuli, gli operatori di soccorso hanno cominciato a seguire una nuova direzione, indicata da un escursionista che sostiene di aver incrociato Sonia e i due adolescenti. Secondo questo racconto, l’incontro sarebbe avvenuto in una zona montana della regione, che del resto corrisponde alla meta verso cui la donna, assieme ai ragazzi e ai quattro cani, sembrava essersi diretta prima che ogni traccia si perdesse. Nessun contatto, da allora, né con il cellulare né attraverso altri canali; eppure, il testimone ha fornito dettagli tali da indurre i ricercatori a ridistribuire le proprie risorse lungo i sentieri e le valli attorno a Tarcento, senza tralasciare le aree più impervie prossime al confine sloveno.
Ipotesi di reato e segnalazioni senza esito
Le forze dell’ordine – pur continuando a scandagliare il territorio con cani, droni e pattuglie a piedi – procedono formalmente sull’ipotesi di reato di sottrazione di minore, un’impostazione che non preclude nessuna linea d’indagine. Nel frattempo, numerose segnalazioni sono affluite ai vari comandi, spesso alimentate da presunti avvistamenti in diversi punti del Nord Italia; nessuna di esse, tuttavia, ha finora portato a un riscontro concreto. I soccorritori setacciano boschi, baite e strade secondarie, verificando ogni singolo elemento, ma al momento non è emerso alcun indizio che possa ricondurre con certezza ai tre scomparsi.
Il legame con i cani e la base logistica
Un aspetto che gli inquirenti non perdono mai di vista è il legame fortissimo tra Sonia Bottacchiari (classe 1974, residente a Castell’Arquato ma originaria di Salsomaggiore Terme) e i quattro cani che viaggiavano con lei e i figli Nishanta e Joshua. La loro presenza, per quanto complichi le operazioni in ambiente montano, rappresenta anche un possibile elemento distintivo, se avvistati insieme a una donna e due ragazzi. I nonni, arrivati proprio nella mattinata del giorno in cui si scrive, hanno potuto osservare da vicino il punto dove l’auto venne ritrovata – quel parcheggio di Tarcento che funge ormai da centro nevralgico – e confrontarsi con i responsabili delle ricerche. Nessuna ammissione pubblica di particolari intuizioni è giunta dai familiari, che pure continuano a sperare in una svolta. La macchina dei soccorsi, intanto, rimane dispiegata sulle montagne friulane, mentre la Procura tiene aperto il fascicolo senza ancora indagare formalmente nessuno.




