Milano-Cortina 2026, i Giochi prendono forma tra bilanci e cerimonie inedite

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La macchina organizzativa dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali del 2026 è entrata in una fase cruciale, come confermato dalle parole della presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, durante un recente sopralluogo a Milano insieme al presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò. «Siamo esattamente dove volevamo essere», ha dichiarato, mentre la città si prepara ad accogliere l'evento in un clima di crescente attesa, testimoniato dalla vendita dei biglietti e dall'ultimazione delle sedi di gara. I villaggi olimpici, alcuni dei quali già occupati dagli atleti, sono sorvegliati da un robusto dispiegamento di forze dell'ordine, a garanzia della sicurezza di tutti i partecipanti.

I quattro portabandiera e la natura diffusa dei Giochi

La peculiarità di un'Olimpiade "diffusa" su un ampio territorio, che coinvolge non solo Milano e Cortina ma diverse località, ha comportato adattamenti significativi anche nelle tradizioni più consolidate. Un caso emblematico è la scelta, senza precedenti per l'Italia, di nominare quattro portabandiera per la cerimonia di apertura, ottenuta dopo un via libera specifico del CIO. La decisione, che rispecchia una piena parità di genere, vedrà sfilare Arianna Fontana e Federico Pellegrino nello stadio di San Siro a Milano il 6 febbraio, mentre nella stessa data, a Cortina, saranno Federica Brignone e Amos Mosaner a rappresentare il paese. Una soluzione inedita, che riflette la geografia stessa dell'evento e ne celebra lo spirito inclusivo.

Il bilancio economico tra costi e indotto atteso

L'interrogativo sull'impatto finanziario di una manifestazione così imponente è fisiologico, e accompagna inevitabilmente i preparativi per Milano-Cortina 2026. La risposta, spesso complessa, viene cercata spostando l'analisi dai pur ingenti investimenti al valore generato per l'intero sistema-paese. Secondo uno studio condotto dall'ufficio ricerche di Banca Ifis, il conto economico dell'Olimpiade dovrebbe chiudersi con un contributo complessivo di circa 5,3 miliardi di euro. Una cifra che tiene conto non solo della spesa turistica diretta legata allo svolgimento dei Giochi, ma anche di quella differita nel tempo e del cosiddetto "heritage infrastrutturale", ovvero delle opere e delle migliorie che rimarranno a beneficio dei territori coinvolti molto dopo la conclusione delle competizioni.

La Fondazione come "finish down" e lo sguardo al futuro

La governance dell'evento è affidata a una struttura snella e con una scadenza ben precisa, come sottolinea il suo amministratore delegato, Andrea Varnier. Se alcuni la paragonano a una startup, lui preferisce definirla una "finish down", per evidenziarne la natura temporanea e l'obiettivo chiarissimo sin dall'inizio: arrivare pronti all'appuntamento del 6 febbraio 2026. La Fondazione, il cui mandato statutario cesserà il 31 dicembre dello stesso anno, opera quindi con un orizzonte temporale definito, concentrandosi sulla consegna di un progetto che, nelle intenzioni, lascerà benefici economici duraturi per anni a venire, ben oltre il clamore delle settimane di gara.

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