La quercia millenaria di Robin Hood non c'è più: la Major Oak morta per il calpestio dei turisti e un fungo letale
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Redazione Esteri
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Ha torreggiato sulla foresta di Sherwood mentre in Inghilterra infuriava la Peste Nera e si combatteva la Guerra delle Due Rose, ha vissuto più a lungo dei regni di sei sovrani di nome Enrico, sette di nome Giorgio e due di nome Elisabetta, e ha nascosto fra i suoi rami, forse, il Robin Hood della leggenda o, più verosimilmente, qualcuno dei banditi reali che ispirarono quel mito. Ora, dopo un'esistenza la cui durata era stimata tra gli 800 e i 1.200 anni, la celebre Major Oak, l'imponente quercia della foresta di Sherwood, nella regione di Nottingham, è ufficialmente morta.
La conferma è arrivata dalla Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), l'ente che gestisce l'area, dopo rilevazioni effettuate con speciali sensori botanici: nella primavera del 2026, lo storico albero non ha prodotto alcuna nuova foglia, segnando così la fine di un ciclo vitale che aveva resistito a secoli di storia inglese.
Il de profundis era già suonato nel 2024 ma fu un falso allarme
Per la farnia di Sherwood, conosciuta anche come l'albero di Robin Hood, il de profundis era già stato suonato nel 2024, ma si rivelò un falso allarme: all'epoca i naturalisti temettero il peggio, poi l'albero aveva retto, quasi a voler sfidare ancora una volta il tempo. Stavolta, però, non c'è stato nulla da fare. Molti alberi, si sa, non muoiono di vecchiaia ma, con l'età, diventano più fragili e, quando il compleanno supera le quattro cifre, basta qualche periodo storto, un'ondata di calore o una siccità prolungata per farli finire con le radici all'aria.
E la Major Oak, nonostante la sua imponenza, non ha fatto eccezione: il suo declino è stato accelerato da una combinazione letale di fattori, tutti riconducibili, in un modo o nell'altro, all'uomo e al suo successo come attrazione turistica.
Il calpestio di milioni di passi e il paradosso del successo
Ed è proprio il paradosso che ha decretato la fine della quercia: il suo stesso successo. Il calpestio di milioni di passi, infatti, ha contribuito in modo determinante a danneggiare il terreno circostante, rendendolo progressivamente più arido e compatto, un problema che, sommato agli effetti del cambiamento climatico, ha compromesso irrimediabilmente la salute dell'apparato radicale.
Ma non è finita qui: per sorreggere il peso dei rami secolari, nel corso degli anni erano stati piantati dei pali metallici e in legno direttamente sul corpo dell'albero, e proprio da quelle ferite si è insinuato un fungo che si è rivelato deleterio per la sua natura, accelerandone la morte. I naturalisti della RSPB hanno quindi annunciato ufficialmente il decesso, spiegando che la combinazione di terreno compattato, siccità e infezione fungina ha avuto la meglio su un organismo che aveva resistito a guerre, epidemie e alla rivoluzione industriale.
L'addio a un simbolo della leggenda e della storia inglese
La Major Oak, che la leggenda vuole fosse usata come nascondiglio da Robin Hood durante le sue fughe dallo sceriffo di Nottingham, era da tempo considerata un monumento naturale di inestimabile valore, un simbolo della foresta di Sherwood e dell'immaginario collettivo legato al celebre ladro gentiluomo che rubava ai ricchi per dare ai poveri.
Gli esperti dell'ente che gestisce l'area hanno confermato che, nonostante i tentativi di preservarla e i continui monitoraggi, l'albero non ha dato alcun segno di ripresa nella primavera del 2026, e l'assenza di nuove foglie ha rappresentato il segnale definitivo della sua fine.
La notizia, sebbene attesa da tempo viste le condizioni dell'ultimo periodo, ha comunque scosso gli appassionati e i residenti, che per secoli hanno considerato la quercia non solo un albero, ma un guardiano silenzioso della storia locale, un testimone vivente di epoche lontane che ora, finalmente, ha ceduto al peso degli anni e, paradossalmente, all'affetto troppo invadente dei suoi ammiratori.




