Milano-Cortina 2026, la giornata dell’11 febbraio tra lo sci di Paris e l’attesa per Wierer e lo slittino
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Redazione Sport
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La settima giornata delle Olimpiadi invernali, quella di mercoledì 11 febbraio, si apre con l’Italia stabilmente nelle prime dieci posizioni del medagliere – forte di undici podi complessivi, due dei quali del metallo più pregiato – ma soprattutto con una pattuglia di atleti chiamati a trasformare le speranze della vigilia in metallo pesante -2-9. Il programma, fitto e distribuito tra gli anelli di Bormio, la pista di Anterselva e la scivolata del Cortina Sliding Centre, offre più di un’occasione per arricchire il bottino azzurro; e lo fa, va detto, in una cornice che vede la Norvegia saldamente al comando del medagliere e la Svizzera trascinata dalla straordinaria vena di Von Allmen -1-5.
Sulla neve dello Stelvio Ski Centre, però, il copione scritto alla vigilia siinceppa nel momento clou. Il superG maschile, attesissimo per il valore dei quattro portacolori italiani, si trasforma in un pomeriggio di amarezza. Dominik Paris, medaglia di bronzo in discesa e uomo simbolo della velocità azzurra, vede la propria corsa interrompersi dopo appena quindici secondi dal via: lo sci destro perde l’aggancio in una curva a sinistra, l’attrezzo che vola via e l’azzurro costretto a fermarsi prima ancora del primo intertempo -1-5. Una conclusione beffarda, quella del 36enne altoatesino, che lascia l’amaro in bocca a una squadra che puntava molto sulla sua esperienza. Meglio, ma non abbastanza, fa Giovanni Franzoni. Il giovane bresciano, reduce dall’argento in discesa, scia con ordine e chiude al sesto posto con un ritardo di sessantatré centesimi dal vincitore, lo svizzero Franjo Von Allmen – ormai autentico dominatore di questi Giochi con il terzo oro personale in cinque giorni – mentre l’argento va allo statunitense Ryan Cochran-Siegle e il bronzo al compagno di squadra Marco Odermatt -5. Per Christof Innerhofer, undicesimo a un secondo e diciotto centesimi, e per Mattia Casse, ventiquattresimo, non c’è spazio per recriminazioni; l’Italia maschile dello sci alpino esce dal superG a secco, e il pensiero corre inevitabilmente a ciò che poteva essere e non è stato -1.
Lo sguardo, a questo punto, si sposta verso altre discipline. Il biathlon di Anterselva si appresta ad accogliere la 15 km individuale femminile, e l’attenzione è tutta concentrata su Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer. È quest’ultima, in particolare, a raccogliere il carico di aspettative più pesante: l’altoatesina, che conosce ogni anfratto del tracciato altoatesino e che già domenica aveva conquistato un argento nella staffetta mista, è chiamata a una gara di pazienza e precisione al poligono, l’unica strada per impensierire le norvegesi e le tedesche -6. Con lei, oltre a Vittozzi, anche Hannah Auchentaller e Michela Carrara: il quartetto completo, insomma, per una prova che sulla carta può regalare soddisfazioni -4.
Parallelamente, la pista di Cortina d’Ampezzo ospita forse l’occasione più concreta della giornata. Le finali del doppio di slittino, sia maschile che femminile, vedono l’Italia schierare formazioni di caratura internazionale. Tra le donne, Andrea Vötter e Marion Oberhofer – già capaci di podi in Coppa del Mondo e reduci da un bronzo iridato – scivolano sulla pista ampezzana con l’obiettivo dichiarato di agganciare il podio -6. Tra gli uomini, l’Italia può contare su due equipaggi: Ivan Nagler e Fabian Malleier, oltre a Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner; una doppia chance che aumenta le probabilità di sentire l’inno di Mameli, anche in considerazione del ritiro di alcuni big tedeschi e della natura intrinsecamente aleatoria di una disciplina decisa dai millesimi -4-8.
Non meno attesi gli eventi in programma sul ghiaccio milanese. Alla Milano Ice Skating Arena va in scena la danza libera, atto conclusivo della gara di danza su ghiaccio. Charlène Guignard e Marco Fabbri, già bronzo nella gara a squadre, si presentano al via con ambizioni legittime: la coppia azzurra è ormai stabilmente tra le migliori formazioni del panorama internazionale, e il calore del pubblico di casa – unito a un programma libero costruito sui loro punti di forza – potrebbe fare la differenza nella rincorsa a canadesi e statunitensi -10. All’Oval di Torino, invece, Jeffrey Rosanelli è l’unico rappresentante italiano nei 1000 metri del pattinaggio di velocità: una distanza storicamente non semplice per i colori azzurri, ma che dopo l’oro nella staffetta mista di short track ha visto crescere l’autostima di tutta la componente velocistica -3-6.




