Mattarella a Cortina, il terzo oro dello slittino e l’esordio dell’hockey contro la Svezia: la giornata azzurra tra medaglie e debutti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La chiamata del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivata puntuale nella tarda serata di ieri: poche ore dopo il terzo oro olimpico — quel primo, storico sigillo sul filo di lana dello Sliding Centre di Cortina — Andrea Voetter e Marion Oberhofer, assieme ai colleghi del doppio maschile Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, sono stati ricevuti dal Capo dello Stato. Mattarella, giunto nel pomeriggio in Ampezzo per assistere ad alcune delle competizioni in programma, ha voluto incontrare i protagonisti di una serata che lo slittino italiano difficilmente dimenticherà -4. Le azzurre, già in testa dopo la prima run, hanno confermato il pronostico con il crono di 1'46”284, tenendosi dietro le tedesche Eitberger e Matschina di appena un decimo; gli uomini, Rieder e Kainzwaldner, hanno invece agguantato il metallo più pregiato imponendosi nella seconda discesa. L’incontro con Mattarella, che poche ore prima aveva telefonato ad Arianna Fontana per celebrare il suo dodicesimo podio olimpico e aveva scherzato con Sofia Goggia sul bronzo in discesa, si è svolto in un clima raccolto: il presidente ha ascoltato i racconti degli atleti, ha stretto loro la mano e — dicono i presenti — si è complimentato per la tenuta nervosa mostrata in pista -3-9.

Il superG e l’amaro epilogo del biathlon

E mentre Cortina festeggiava i nuovi campioni, la pista Stelvio di Bormio chiamava a raccolta Giovanni Franzoni e Dominik Paris. Entrambi, già a medaglia nella discesa, si presentavano ai cancelli del supergigante con i favori del pronostico e la consapevolezza di poter replicare l’impresa; Franzoni, in particolare, cercava il bis dopo l’argento di lunedì. La prova, disputata sotto un cielo lattiginoso ma con il fondo aggressivo, ha però riservato meno sorrisi del previsto: nessun podio per gli azzurri, frenati da scelte di linea non impeccabili e da un assetto che sulla parte centrale del tracciato ha pagato dazio alle variabili della neve primaverile. Più a nord, ad Anterselva, la carabina di Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi non ha sparato a zero. Wierer, quinta, ha accusato un solo errore al poligono e una condizione fisica precaria — «non stavo tanto bene con lo stomaco», ha ammesso — mentre Vittozzi, reduce dall’argento nella staffetta mista, ha chiuso trentasettesima con quattro bersagli mancati. La francese Julia Simon, oro con il tempo di 41’15”6, ha dominato la gara davanti alla connazionale Jeanmonnot e alla bulgara Hristova; l’Italia del biathlon, dopo l’exploit domenicale, ha incassato una giornata opaca, segnata da polveri bagnate e parabole sbagliate.

L’hockey riaccende Milano e Daniel Grassl incanta nel corto

Quando la sera ha coperto il Forum di Assago e la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena, il testimone è passato al ghiaccio pesante. L’Italia maschile dell’hockey, assente dalla rassegna a cinque cerchi da Torino 2006, ha fatto il suo ingresso contro la Svezia: venticinque giocatori provenienti dalla Nhl nel roster scandinavo, zero per gli azzurri, eppure il capitano Thomas Larkin — alla guida del gruppo dal 2022 — ha predicato lucidità. «Dobbiamo pensare a noi, al nostro gioco», ha dichiarato prima dell’ingaggio; l’assistant coach Giorgio De Bettin, dal canto suo, ha rimarcato la crescita della preparazione atletica dopo l’amichevole con la Germania, quando i primi dieci minuti erano apparsi timorosi. Il debutto, pur terminato con una sconfitta, ha mostrato un’Italia capace di tenere il passo per quasi due periodi, salvo cedere nel terzo alla qualità tecnica degli avversari. Più dolce, invece, la musica proveniente dal pattinaggio di figura: Daniel Grassl, ventitreenne altoatesino, ha letteralmente infiammato il pubblico di casa con un programma corto da 93.48 punti — a un solo soffio dal suo primato personale — infilando un quadruplo lutz-triplo toeloop perfetto e un quadruplo loop asciutto. Quarto posto momentaneo, dietro al dominatore Ilia Malinin, ma la sensazione è che il margine per il programma libero sia tutt’altro che colmato.

Curling e velocità, continuità di risultati

Meno luci della ribalta, ma uguale sostanza, per il team di curling guidato da Amos Mosaner e Stefania Constantini: dopo il bronzo conquistato martedì contro la Gran Bretagna, il doppio misto azzurro si è preso una pausa mentre il torneo maschile muoveva i primi passi. Joel Retornaz e compagni hanno esordito proprio contro la Svezia, in un incrocio che sapeva di rivincita rispetto alla semifinale persa nei gironi; la partita, serrata e giocata sui centimetri, ha visto gli azzurri imporsi con una strategia di pestelli mai banale. Nel pattinaggio di velocità, infine, Francesco Betti e Daniele Di Stefano hanno corso i mille metri: una prova di spessore, senza medaglie ma con il crono che certifica il riavvicinamento dell’Italia a una specialità storicamente dominata da Olanda e Stati Uniti. Non c’è stata, e non ci sarà in questa cronaca, alcuna concessione a scenari ipotetici: i fatti parlano di un’Italia che ieri ha messo in carniere un terzo oro, ha visto sfumare altre chance e ha scoperto un Grassl maturo, capace di governare la tensione olimpica con l’autorità di chi il palcoscenico non lo subisce, ma lo abita.

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