Paura in via Zamboni, il branco accerchia e stende un ragazzo: calci e cinghiate sotto le Due Torri
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Redazione Interno
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La movida bolognese, quella che si accende tra i portici e le strade del centro storico, torna a fare i conti con una violenza che non concede tregue. È accaduto in via Zamboni, a pochi passi dal cuore universitario e dall’ombra delle Due Torri, dove un giovane è stato aggredito da un gruppo di quattro uomini. Il pestaggio, durato una manciata di secondi che il video amatoriale – girato da un passante – ha però cristallizzato in undici fotogrammi di pura brutalità, mostra una dinamica chiara: accerchiamento, sopraffazione numerica e l’uso di oggetti trasformati in armi improprie.
Cinghia e pugni sul volto, la vittima a terra prova a ripararsi
Nel filmato, la cui autenticità è stata vagliata dagli inquirenti, si vede inizialmente una persona – quella riconoscibile per la giacca chiara – che afferra un altro uomo alla gola. La colluttazione degenera in un attimo: il ragazzo viene scaraventato al suolo e subito circondato. A quel punto, gli altri componenti del gruppo si scagliano contro di lui colpendolo con calci, schiaffi e ripetuti fendenti di una cintura, mentre la vittima, ormai riversa sull’asfalto, tenta soltanto di proteggersi il volto con le braccia. Gli aggressori, quasi interamente coperti nei tratti del viso, agiscono senza alcun tentativo di dissimulare la loro condotta, quasi fossero certi dell’impunità offerta dalla notte e dalla confusione dei locali.
Urla e telefonate alla polizia, poi la fuga davanti agli smartphone
A richiamare l’attenzione dei presenti, oltre alla violenza in sé, sono state le urla della vittima, segnalate agli operatori del 112. La polizia, giunta sul posto poco dopo la segnalazione, ha avviato i rilievi senza però poter identificare immediatamente i fuggitivi, dileguatisi tra le vie del centro prima dell’arrivo delle volanti. L’episodio, va ricordato, non è isolato nel panorama cittadino: solo pochi giorni prima, un’altra rissa era esplosa in via Milazzo, coinvolgendo una decina di giovani descritti come di origine nordafricana. In quella circostanza, i contendenti si erano affrontati lanciandosi pietre, bottiglie e perfino bastoni; uno di loro, stando alle testimonianze raccolte, avrebbe impugnato un piccolo coltello.
Indagini su due fronti: cellulare rubato e caccia al branco
Sul movente dell’aggressione di via Zamboni, gli investigatori mantengono prudenza. L’ipotesi prevalente, al momento, è che all’origine della lite possa esserci stato il tentativo di un furto – forse di un telefono cellulare – finito poi in un’escalation fisica. Nessuna pista, però, è al momento esclusa; i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona sono stati acquisiti e incrociati con le riprese girate dai passanti. Quello che emerge, al netto delle indagini, è il ritratto di una violenza quasi rituale: quattro contro uno, a terra, senza possibilità di difesa. Un meccanismo che nulla ha a che fare con la rissa, ma che si avvicina piuttosto a un linciaggio urbano in piena regola.




