Del Toro e Carapaz, sfida di nervi sul Colle delle Finestre: il Giro cerca il suo re

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lo spettacolo, che molti si aspettavano nella terzultima tappa, ha tardato ad arrivare. La fatica, ormai accumulata dopo settimane di corsa, si è fatta sentire, e i favoriti hanno preferito attendere. Ma oggi, con il ritorno del Colle delle Finestre dopo sette anni di assenza dal Giro d’Italia, le carte potrebbero essere completamente rimescolate. Ieri, c’era chi si aspettava un attacco da parte di Richard Carapaz, Simon Yates, o persino Damiano Caruso, ma nessuno ha voluto bruciarsi in anticipo. Una scelta tattica che, soprattutto considerando come Isaac Del Toro abbia mostrato di soffrire meno del previsto, potrebbe rivelarsi un errore.

Biella intanto ha salutato il passaggio della corsa rosa con un’atmosfera festosa, tra bandiere al vento e famiglie accalcate lungo il percorso. Dopo l’Adunata degli alpini, la città ha ritrovato lo stesso entusiasmo, regalando ai corridori un’accoglienza calorosa. Non solo la maglia rosa è stata applaudita, ma ogni atleta ha avuto il suo momento di gloria, in una giornata che ha dimostrato, ancora una volta, quanto il ciclismo sappia unire.

Del Toro, intanto, non nasconde la sua sicurezza. «Qualcuno ha provato a mettermi in difficoltà prima del previsto, ma forse ho fatto più paura del previsto», ha scherzato in conferenza stampa a Champoluc. Parole che nascondono però una consapevolezza: il messicano sa che oggi, sull’ascesa sterrata del Finestre, potrebbe essere il giorno della verità. «Vincere da leader l’ultima tappa di montagna? Sarebbe un sogno», ha ammesso, pur evitando di sbilanciarsi troppo. Una prudenza comprensibile, visto che nessuno, nella storia del Giro, ha mai conquistato questa tappa indossando la maglia rosa.

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