Bufera Bergonzi-Di Lorenzo, il Napoli condanna: "Dichiarazioni inaccettabili"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A due giorni di distanza dalla contestata gara tra Napoli e Inter, le polemiche sul rigore concesso ai partenopei, nato da un contatto in area tra Mkhitaryan e il capitano azzurro Giovanni Di Lorenzo, non si sono ancora placate. Stavolta, a riaccendere il dibattito, non è stata un'analisi puramente tecnica ma un giudizio che ha travalicato i confini del campo, spingendo il club campione d'Italia a scendere in campo a difesa del proprio giocatore con una presa di posizione ufficiale e molto netta.

Le accuse dell'ex arbitro e la risposta del club

Nel corso della puntata de "La Domenica Sportiva", l'ex arbitro Mauro Bergonzi, analizzando l'episodio, ha espresso un parere che ha immediatamente sollevato un vespaio di reazioni. Bergonzi, osservando la dinamica dell'azione, ha affermato che "la gamba sinistra di Di Lorenzo si allarga tantissimo, non a proteggere il pallone, cerca un contatto e un fallo". Una valutazione che, di per sé, potrebbe rientrare in una normale disamina tecnica, ma che è sfociata in un'accusa precisa: "questo è un gesto antisportivo!". Dichiarazioni che, com'è facile immaginare, non sono passate inosservate nella sede sociale del Napoli, il quale, attraverso un post pubblicato sui propri canali ufficiali, ha voluto "esprimere forte condanna" verso quanto affermato dall'ex direttore di gara, definendo "inaccettabili" le parole che hanno "messo in discussione la correttezza" del proprio capitano.

Le scuse e il chiarimento di Bergonzi

A seguito della bufera mediatica e della ferma reazione del club azzurro, Mauro Bergonzi ha ritenuto necessario fare un passo indietro, apparendo in un altro programma, "Processo a 90°", per chiarire il proprio pensiero e sgombrare il campo da quelli che ha definito "equivoci, dubbi o idee sbagliate". L'ex arbitro ha voluto specificare che il suo era ed è esclusivamente un "giudizio tecnico e non morale", precisando di non aver mai inteso definire Di Lorenzo come un calciatore antisportivo ma di aver solo analizzato una condotta di gioco in un singolo episodio. Una retromarcia, la sua, culminata con le pubbiche scuse rivolte al capitano del Napoli, nel tentativo di stemperare una polemica che ormai andava ben oltre il singolo episodio di gioco.

La difesa di un collega e il clima da "linciaggio"

La vicenda, che ha inevitabilmente travalicato i confini di una semplice discussione da bar sport, ha visto anche l'intervento di un collega di Bergonzi in difesa del suo operato. Si è espresso in questi termini, manifestando tutto il suo disappunto per quanto accaduto, sostenendo che Bergonzi sia stato sostanzialmente "linciato per aver espresso un parere", in un clima che ha definito di sola "tristezza". Una presa di posizione che evidenzia come, ormai, ogni analisi arbitrale in era Var sia destinata a generare polemiche roventi e a dividere l'opinione pubblica, finendo spesso per concentrarsi più sulle parole utilizzate che sul merito tecnico della questione.

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