Cesari e Bergonzi: il rigore non dato all'Inter che divide gli esperti
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Redazione Sport
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L'analisi degli episodi chiave di Inter-Fiorentina, concentrandosi in particolare sulla dinamica dei falli di rigore non assegnati ai nerazzurri, continua a sollevare un dibattito tecnico piuttosto acceso, il quale, al di là delle tifoserie, evidenzia una sostanziale discordanza di valutazione persino in seno agli specialisti del settore. Graziano Cesari, commentando la prestazione dell'arbitro Sozza per le telecamere di Pressing, ha fornito una lettura articolata del primo contatto in area di rigore, avvenuto tra Esposito e Comuzzo. Secondo la sua ricostruzione, i due calciatori, che si trattenevano in una maniera definita "molto 'affettuosa'", erano chiaramente disinteressati al pallone, rendendo la situazione di difficile interpretazione; una condizione, questa, che lo ha portato ad avallare la scelta di Sozza di non intervenire, considerando il danno reciproco e la lontananza dall'azione di gioco.
La questione del Var e l'episodio "inquietante"
Ben diverso, tuttavia, è stato il suo giudizio riguardo all'episodio verificatosi nel secondo tempo, ritenuto da Cesari di ben altra portata e gravità. Il moviolista ha infatti espresso perplessità sull'operato del Var Ghersini, il quale, a suo dire, avrebbe dovuto correggere la decisione dell'arbitro in campo, definita "non buona". Cesari ha parlato, senza scendere in dettagli espliciti, di un' "immagine inquietante" emersa dalle riprese, lasciando intendere che le immagini a disposizione del video assistente fossero più che sufficienti per raccomandare una revisione della decisione originaria e, probabilmente, l'assegnazione di un calcio di rigore a favore dell'Inter.
La posizione netta di Mauro Bergonzi
Una posizione ancor più netta è stata quella assunta da Mauro Bergonzi, il quale, intervenuto a La Domenica Sportiva, non ha utilizzato mezzi termini. L'ex arbitro ha giudicato la serata di Sozza come "non facile", ma ha sottolineato come nel primo tempo ci fossero già gli estremi per assegnare un rigore a causa di una trattenuta di Comuzzo su Esposito, episodio sul quale l'arbitro avrebbe "sorvolato". Tuttavia, è stato sul secondo episodio, un'altra trattenuta dello stesso Comuzzo, che Bergonzi si è espresso con la massima chiarezza: la definì "molto evidente", al punto da dover essere vista e sanzionata direttamente dall'arbitro in campo, senza necessariamente dover ricorrere all'intervento del Var.
Il giudizio della stampa e il clima di allarme
La risonanza degli errori arbitrali è echeggiata anche sulle pagine dei quotidiani sportivi, i quali hanno dato un giudizio severo sulla direzione di gara. Una testata ha bocciato senza appello le prestazioni di Sozza e Ghersini, assegnando a entrambi un voto insufficiente e parlando di un "errore horror" e di un rigore non assegnato definito "clamoroso" e "difficilmente spiegabile". Le critiche hanno travalicato il singolo episodio, toccando un tema più generale di eccessiva discrezionalità e di proliferazione di interpretazioni soggettive, che rischiano di minare la credibilità del sistema arbitrale nel suo complesso, creando un clima percepito come di "allarme rosso" per chi sovrintende all'organismo.




