Droni a Copenaghen e jet russi nel Baltico, Meloni: «Putin cerca escalation»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La mattinata di Copenaghen si è aperta con un allarme che ha paralizzato il quartiere di Østerbro, dove la polizia danese ha disposto la chiusura di Dag Hammarskjölds Allé, la strada su cui affacciano le ambasciate di Stati Uniti, Regno Unito e Russia. Secondo quanto riferito da un testimone, nelle ore immediatamente precedenti erano stati segnalati droni in volo sopra l'area dell'ambasciata americana, circostanza che ha fatto scattare l'evacuazione di scuole ed edifici e il dispiegamento di elicotteri.

Le autorità hanno parlato ufficialmente di un «evento sospetto», senza confermare né la natura dell'allarme né un collegamento diretto con i velivoli senza pilota.

Il vertice Nato e la zona di esclusione aerea

L'episodio assume un peso particolare perché Copenaghen ospita in queste ore la conferenza del Comitato militare dell'Alleanza Atlantica, alla quale partecipano i capi di Stato maggiore dei Paesi membri. Per l'occasione era stata istituita una vasta zona temporanea di restrizione dello spazio aereo sopra gran parte della capitale danese e sull'isola di Amager, con il divieto di far volare droni senza autorizzazione scritta. Nella giornata precedente la polizia aveva già incriminato due persone, in episodi distinti, per violazione di tale interdizione.

Le verifiche sul posto hanno poi portato all'acquisizione di un pacco sospetto, risultato privo di sostanze pericolose, e la strada è stata riaperta al traffico.

La violazione dello spazio aereo lituano

Sul fronte baltico, nelle stesse ore, due jet militari russi hanno violato lo spazio aereo lituano. L'intercettazione è stata condotta da due Eurofighter F-2000 italiani, decollati in modalità scramble nell'ambito della missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale. L'episodio segue di appena un giorno l'incursione di martedì, quando un drone russo era stato abbattuto da caccia italiani, a conferma di una tensione che nei cieli del Nord Europa non accenna a ridursi.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in visita a Oslo, ha commentato la sequenza di provocazioni con una linea precisa: «Putin provoca per cercare un'escalation con l'Europa e spostare l'attenzione dal campo, non dobbiamo reagire ma scegliere un inviato sull'Ucraina per parlare con una sola voce».

Il piano francese per le infrastrutture critiche

Da Parigi, Emmanuel Macron ha annunciato di aver chiesto al governo di predisporre un piano per la protezione delle infrastrutture critiche e dei siti più sensibili della base industriale e tecnologica della difesa contro attacchi di droni e cyberattacchi. Il presidente francese ha parlato di una «natura dell'aggressività russa» che cambia e ha citato il caso del drone carico di esplosivi rinvenuto all'aeroporto di Lipsia durante l'estate, definendo la minaccia tale che «nessuno è al riparo».

Macron ha anche preannunciato la convocazione di un G7 dedicato all'energia nelle prossime settimane.

Le accuse di Putin e il voto per la Duma

Nel giorno in cui in Russia si aprono le urne per il rinnovo della Duma, Vladimir Putin è tornato ad attaccare le capitali europee. Parlando a una riunione della commissione militare-industriale, il presidente russo ha sostenuto che i leader europei cercano di «salvare il proprio prestigio in caduta libera» evocando il rischio di una guerra con Mosca, e ha aggiunto che gli elettori del continente «hanno chiarito che non vogliono alcuna guerra con la Russia».

Nel suo intervento Putin ha anche affermato che l'Occidente utilizza gli ucraini come «carne da cannone» e ha annunciato il rafforzamento della difesa spaziale russa.

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