La Cina stanzia sette milioni di dollari per l'Afghanistan colpito dal sisma

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre le scosse di assestamento, l’ultima delle quali di magnitudo 5.7 registrata nei pressi di Jalalabad, continuano a tenere le popolazioni locali in uno stato di perenne allerta, il bilancio del sisma che ha colpito la parte orientale dell’Afghanistan nella notte tra domenica e lunedì scorsi continua a aggravarsi, raggiungendo, secondo le ultime comunicazioni governative, 2.205 vittime accertate e 3.640 feriti. Una cifra, questa, che supera di gran lunga le prime stime e che delinea una tragedia di proporzioni immense, la cui gestione è resa ancor più complessa dalla fragilità strutturale del Paese.

In risposta all’evento catastrofico, che ha avuto il suo epicentro iniziale nelle vicinanze di Nṟgal con una magnitudo stimata di 6.0 e una profondità di circa 18 chilometri, diversi Paesi hanno mobilitato i propri aiuti umanitari, inviando non solo beni di prima necessità ma anche squadre di soccorso specializzate per supportare le operazioni di ricerca e assistenza alla popolazione, stremata da una sequenza sismica che non accenna a placarsi.

Tra i donatori più significativi spicca la Repubblica Popolare Cinese, la quale ha annunciato uno stanziamento di aiuti di emergenza pari a circa sette milioni di dollari, un contributo ingente che si inserisce in un quadro diplomatico più ampio e che mira a sostenere concretamente le autorità de facto di Kabul nell’affrontare l’emergenza immediata, caratterizzata dalla necessità di alloggi, cure mediche e cibo per migliaia di sfollati.

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