Odessa colpita da un attacco di droni russi: un morto e danni alle infrastrutture
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Redazione Esteri
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Nella notte tra venerdì e sabato, Odessa è stata oggetto di un massiccio attacco condotto con droni russi, che ha provocato almeno una vittima e danni significativi a edifici civili. Il sindaco Gennadiy Trukhanov ha confermato che oltre venti velivoli senza pilota hanno preso di mira la città, provenendo da diverse direzioni, mentre le esplosioni hanno scatenato incendi e distrutto parte delle infrastrutture urbane.
«Un edificio residenziale è ancora in fiamme», ha aggiunto Trukhanov, sottolineando che i soccorsi sono al lavoro per evacuare chi è rimasto intrappolato tra le macerie. Le dichiarazioni del primo cittadino, seppur preliminari, delineano un quadro in cui l’offensiva ha colpito indiscriminatamente obiettivi non militari, amplificando le conseguenze per la popolazione. Intanto, il governatore militare della regione, Oleh Kiper, ha segnalato almeno tre feriti, anche se i numeri potrebbero aggiornarsi nelle prossime ore.
L’attacco a Odessa non è isolato: nella stessa notte, allarmi aerei hanno squarciato il cielo di Kiev, dove i detriti di un drone abbattuto hanno danneggiato un palazzo nel quartiere Darnytskyi, fortunatamente senza causare vittime. La capitale ucraina, sebbene abbia evitato perdite umane, resta uno dei bersagli privilegiati delle incursioni russe, che negli ultimi mesi hanno incrementato l’uso di droni per colpire sia fronti militari sia centri urbani.
Mentre le autorità ucraine valutano l’entità dei danni, l’episodio riaccende i riflettori sulla strategia di Mosca, che punta a logorare il paese non solo sul campo di battaglia ma anche attraverso attacchi alle reti energetiche, ai trasporti e ai luoghi abitati. La scelta di colpire Odessa, nodo cruciale per i commerci marittimi e simbolo della resistenza ucraina nel sud, sembra rispondere a una precisa volontà di destabilizzare un’area economicamente vitale.




