Roma, affare Mora in chiusura: prestito da 7 milioni e riscatto a 42. Gasp chiede altri due attaccanti e un esterno
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Redazione Sport
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Il sole alto su Trigoria non ha fermato la frenesia del mercato. Mentre le trattative per Rodrigo Mora entrano nel vivo, con un accordo verbale già raggiunto tra i dirigenti giallorossi e il Porto, il tecnico Ivan Juric – che molti chiamano ancora Gasp per il suo passato e la sua identità tattica – ha approfittato del colloquio di ieri con il direttore sportivo Tony D’Amico per ribadire con chiarezza le proprie necessità.
La sessione estiva di calciomercato, infatti, non può considerarsi chiusa con un solo colpo, per quanto di prospettiva, e la richiesta dell’allenatore è netta: servono due attaccanti e un esterno sinistro per completare un organico che, altrimenti, rischierebbe di scoprirsi in più reparti.
L’intesa con il Porto e i dettagli dell’operazione
Secondo le indiscrezioni raccolte da Gianluca Di Marzio, la Roma avrebbe trovato una bozza d’intesa verbale con il club lusitano per il trasferimento del giovane trequartista classe 2007. L’operazione, ormai a un passo dalla fumata bianca, si strutturerà su una formula che piace molto alla dirigenza capitolina: prestito oneroso con diritto di riscatto, che si trasformerà in obbligo al verificarsi di condizioni ben precise.
Le cifre, che circolano con insistenza negli ambienti di Trigoria, parlano di un corrispettivo per il prestito fissato tra i 7 e gli 8 milioni di euro, mentre il riscatto è stato concordato su una base di 42-43 milioni, per un totale che potrebbe avvicinarsi ai 50 milioni di euro complessivi. Una somma importante, che testimonia quanto il club giallorosso creda nel talento del diciannovenne portoghese, considerato da molti osservatori come uno dei prospetti più brillanti del calcio europeo.
Le condizioni che trasformano il riscatto in obbligo
La clausola che trasformerà il diritto di riscatto in un obbligo è legata a un doppio binario, come ormai prassi nelle trattative moderne. Da un lato, il raggiungimento di un numero prestabilito di presenze da parte del giocatore – una soglia che, stando alle voci, dovrebbe attestarsi intorno a un livello facilmente raggiungibile per un elemento del suo calibro – e, dall’altro, la qualificazione della Roma alla prossima edizione della Champions League.
Quest’ultima condizione rappresenta un elemento di forte discontinuità rispetto al recente passato, perché lega l’investimento sul giovane talento al ritorno della squadra nella massima competizione europea, un obiettivo che la società e l’allenatore hanno dichiarato prioritario. L’accordo verbale, dunque, c’è, e ora si attende solo la firma sui contratti per ufficializzare l’arrivo del giocatore nella Capitale; le prossime ore potrebbero essere decisive per completare l’iter burocratico e consentire a Mora di mettersi a disposizione del tecnico.
Il ruolo di Mora e il tridente con Dybala e Malen
Con l’arrivo di Rodrigo Mora, che è un trequartista puro ma può agire anche come esterno offensivo, Juric prepara una rivoluzione tattica in avanti. L’idea è quella di costruire un tridente di qualità e fantasia che possa vedere il portoghese agire alle spalle delle punte o a sostegno di Dybala, con Malen a completare un reparto offensivo dal grande tasso tecnico.
Il classe 2007, infatti, è dotato di un dribbling secco e di una visione di gioco che gli consentono di svariare su tutto il fronte d’attacco, caratteristiche che lo rendono un elemento ideale per il calcio di possesso e di verticalizzazione che il tecnico predilige. La sua capacità di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica negli ultimi sedici metri è considerata un’arma preziosa per sbloccare le partite più equilibrate, e la dirigenza ha lavorato con insistenza per strappare il sì del Porto nonostante la concorrenza di diversi club europei.
Le altre richieste di Gasp: due attaccanti e l’esterno sinistro
Ma il colloquio tra D’Amico e Juric non si è limitato alla definizione dell’affare Mora. L’allenatore, con la schiettezza che lo contraddistingue, ha messo sul tavolo le altre priorità per completare la rosa a sua disposizione. La richiesta è chiara e articolata: servono due attaccanti, uno dei quali con caratteristiche diverse da quelle di Mora – forse un centravanti di peso o una seconda punta più fisica – e un esterno sinistro di ruolo, perché l’attuale organico presenta lacune in quelle zone del campo che potrebbero rivelarsi critiche durante una stagione lunga e impegnativa.
Il tecnico sa che la Roma, per competere su tutti i fronti, non può permettersi di avere una prima linea troppo corta o un fianco sinistro scoperto, e ha chiesto alla società un ulteriore sforzo sul mercato. D’Amico, da parte sua, avrebbe accolto le indicazioni e già messo in moto i contatti per sondare il terreno su alcuni profili individuati, sebbene i nomi rimangano ancora coperti da riserbo. La sessione di mercato, insomma, è destinata a regalare ancora colpi di scena, con la Roma che si muove su più tavoli per accontentare un allenatore che non vuole lasciare nulla al caso.
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