Riscaldamento, la stangata da 1.016 euro e il rebus delle tariffe del gas
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Redazione Economia
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Con il ritorno del freddo arriva puntuale anche l'incubo delle bollette. Secondo una stima di Facile.it, per la stagione alle porte il solo riscaldamento potrebbe costare alle famiglie italiane fino a 1.016 euro, con un aumento del 26% rispetto allo scorso anno a parità di consumi. Un salasso che si abbatte soprattutto su chi ha il riscaldamento autonomo e si trova a fare i conti con un mercato dell'energia tutt'altro che stabile.
Le offerte sul mercato e il peso dei consumi
Per provare a contenere la spesa il primo passo resta la verifica della propria offerta. Le differenze tra le tariffe possono essere rilevanti e, sempre secondo lo studio, passando da una delle meno vantaggiose alla migliore disponibile si può risparmiare fino al 27%. Le nuove elaborazioni dell'Osservatorio Segugio.it mettono a confronto tutela, mercato libero a prezzo fisso e offerte variabili per capire quali elementi controllare prima dell'inverno.
A incidere sul bilancio familiare sono soprattutto i consumi effettivi e le condizioni previste dal contratto, mentre le tensioni sui prezzi dell'energia rendono più urgente capire se convenga mantenere una tariffa variabile oppure bloccare il prezzo. Le simulazioni sul profilo di una famiglia tipo mettono in luce differenze tutt'altro che trascurabili: chi consuma molto gas per scaldare casa può trovare conveniente passare a un'offerta a prezzo fisso, mentre per consumi ridotti la tutela resta competitiva e il margine di risparmio si assottiglia.
Il confronto tra tutela e prezzo bloccato
I numeri aiutano a orientarsi. Prendendo come riferimento una famiglia con un consumo annuo di 900 metri cubi di gas, comprensivo dell'uso per il riscaldamento, la spesa stimata nel servizio di tutela della vulnerabilità si aggira intorno ai 1.400 euro, mentre la migliore offerta a prezzo fisso individuata sul mercato libero scende a poco più di 1.240 euro, con un risparmio superiore ai 150 euro all'anno. Il quadro cambia radicalmente per chi usa il gas solo per cucinare o per l'acqua calda: in quel caso le due soluzioni si equivalgono quasi, e la differenza si riduce a pochi euro.
Il punto, insomma, non è tanto scegliere a priori tra tutela e mercato libero, quanto parametrare la decisione sui propri consumi reali, perché è il volume di gas acquistato a determinare il peso effettivo del prezzo unitario sulla bolletta finale.
La scadenza delle condizioni economiche
C'è poi un dettaglio che sfugge a molti e che rischia di vanificare i vantaggi di un contratto a prezzo bloccato. La data di scadenza delle condizioni economiche è indicata nel frontespizio della bolletta e nel Box dell'offerta, insieme alla decorrenza, e non coincide necessariamente con la durata del contratto, che può essere anche a tempo indeterminato.
Se il prezzo fissato termina proprio nei mesi invernali, quando i consumi di gas toccano il picco, il fornitore può proporre nuove condizioni e il costo del riscaldamento schizza verso l'alto senza che l'utente abbia avuto modo di intervenire per tempo. Alla scadenza, il fornitore è tenuto a comunicare le nuove condizioni con almeno tre mesi di preavviso, indicando i prezzi, il periodo di validità, la stima della spesa annua e le modalità per recedere dal rinnovo. È quello il momento in cui confrontare la proposta con le alternative sul mercato.
I comparatori e la pigrizia degli utenti
La prima mossa per chi vuole provare a risparmiare vale per tutti e ha un solo vero ostacolo, la pigrizia. Servizi come Billoo e Switcho, comparatori evoluti di tariffe, leggono la bolletta caricata dall'utente, dicono se esiste un'offerta migliore e, in caso affermativo, si occupano direttamente della pratica di cambio del fornitore per gas e luce. Switcho è gratuito per chi lo usa e incassa le commissioni dai fornitori partner, mentre Billoo va anche a caccia di errori in fattura.
Il cambio è sempre gratuito per i clienti domestici: non serve alcun tecnico in casa, non si installano nuovi contatori, non c'è interruzione della fornitura e non bisogna spedire alcuna disdetta, perché se ne occupa il nuovo fornitore. Quanto ai tempi, la richiesta presentata entro il 10 del mese porta al passaggio definitivo entro il primo giorno del mese successivo, altrimenti si slitta a quello dopo, con un massimo di due mesi per il gas.
Le buone abitudini che tagliano i consumi
Accanto alla scelta della tariffa, ci sono interventi concreti che incidono sulla bolletta senza toccare il contratto. Abbassare il riscaldamento di appena un grado può tradursi in un risparmio vicino ai 95 euro in bolletta, mentre tenere accesi i termosifoni un'ora in meno al giorno permette di risparmiare circa 32 euro all'anno. Le valvole termostatiche, obbligatorie per gli immobili con riscaldamento centralizzato, consentono di regolare la temperatura stanza per stanza ed evitare di scaldare ambienti poco utilizzati.
Attenzione invece alle stufette elettriche: possono essere utili per riscaldare singoli locali e ridurre l'uso del gas, ma un impiego prolungato rischia di spostare il problema sulla bolletta dell'elettricità, con un costo che può arrivare fino a 2 euro al giorno in base alla potenza dell'apparecchio e alle ore di utilizzo. Un ultimo elemento da non sottovalutare è l'efficienza dell'impianto: la revisione annuale della caldaia non serve solo alla sicurezza, ma evita che un apparecchio poco efficiente consumi più del necessario.
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