Musica e fumo, il tragico conto alla rovescia del Constellation
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Redazione Esteri
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Sono bastati centoquaranta secondi, un tempo che scorre veloce come quello di un brano musicale, perché l’aria all’interno del locale Le Constellation di Crans-Montana diventasse irrespirabile dopo l’innesco delle fiamme. Una durata, quella stabilita dalle perizie tecniche, che assume un peso drammatico se rapportata alle dinamiche di quella notte di Capodanno, quando la musica non si interruppe e l’allarme non suonò, mentre molti, invece di mettersi in salvo, continuavano a riprendere con i cellulari. Le indagini, che si sono allargate oltre la gestione del locale e le autorità municipali, stanno cercando di ricostruire ogni minuto, anche recuperando materiale audiovisivo cancellato, per accertare le responsabilità di una tragedia che ha causato quaranta vittime e centosedici feriti.
I video rimossi e la promessa di un divertimento rischioso
Proprio quei filmati, alcuni riemersi online nonostante le cancellazioni, offrono uno spaccato inquietante delle serate al Constellation. In uno, della durata di trentasette secondi, si vedono camerieri e clienti immergersi in un’atmosfera di festa sfrenata, tra alcol, sigari e, elemento non marginale, le fontane scintillanti posate sulle bottiglie. Quelle stesse candele pirotecniche, la cui pericolosità sembrava nota, sono indicate dalle prime ricostruzioni come il probabile innesco che avrebbe fatto divampare le fiamme sul soffitto rivestito di pannelli combustibili. Il video, concepito come biglietto da visita promozionale, documenta senza volerlo la normalizzazione di pratiche che si sarebbero rivelate fatali.
Il percorso giudiziario oltre la gestione del locale
Il fascio delle inchieste, come dimostra il sequestro di documenti nel municipio, non si limita ai proprietari del bar. Gli investigatori stanno esaminando con attenzione il ruolo degli enti di controllo, a cominciare dalla pubblica sicurezza cantonale del Vallese, e la natura dei rapporti tra le varie istituzioni chiamate a vigilare sulla sicurezza dei locali. L’arrivo in procura di quella documentazione è considerato una chiave di volta per dimostrare eventuali negligenze nei controlli periodici, lacune che avrebbero permesso a situazioni di rischio evidente, come l’uso di materiali infiammabili e dispositivi pirotecnici al chiuso, di perpetuarsi senza sanzioni.
La ricostruzione dei fatidici minuti
Ogni dettaglio di quei centoquaranta secondi è sotto la lente dei magistrati, i quali devono stabilire non solo l’origine tecnica dell’incendio, ma anche le ragioni del ritardo nelle operazioni di soccorso e di allertamento del pubblico. Il fatto che l’impianto audio abbia continuato a funzionare e che non sia scattato alcun allarme antincendio formale delinea un quadro di grave disorganizzazione nell’emergenza, un vuoto che ha lasciato i presenti ignari della rapidità con cui il fumo saturava l’ambiente. La tragedia del Constellation, al di là delle colpe individuali, solleva quindi interrogativi stringenti su un sistema di prevenzione che, a più livelli, appare aver funzionato in modo discontinuo se non del tutto carente.




