L'Agenzia delle entrate punta sul digitale e rilascia le novità sul modello Iva 2026
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Redazione Economia
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La strategia dell'amministrazione finanziaria si fa sempre più pervasiva, come dimostra il piano triennale che, fino al 2028, punta decisamente sullo strumento della dichiarazione precompilata. Una scelta, questa, che mira a semplificare gli adempimenti per i contribuenti, i quali vedono progressivamente accresciuto il numero di dati che l'Agenzia è in grado di raccogliere e proporre in autonomia. Non si tratta, peraltro, di un mero alleggerimento burocratico, poiché il sistema consente un controllo incrociato delle informazioni più capillare, andando a costruire un quadro finanziario del cittadino o dell'impresa di straordinaria completezza. È in questo solco che si inseriscono le recenti pubblicazioni riguardanti il modello Iva per l'anno solare 2026, il cui invio è previsto entro il prossimo 30 aprile.
Le modifiche al quadro VE per i servizi logistici
Tra le novità di maggior rilievo introdotte con il provvedimento n. 51732 del gennaio scorso, che ha ufficializzato il nuovo formulario e le relative istruzioni, spiccano quelle che riguardano il cosiddetto quadro VE. Questo settore specifico della dichiarazione è stato infatti aggiornato per recepire quanto stabilito dalla legge in materia di prestazioni di servizi rese a imprese operanti nei settori del trasporto, della movimentazione merci e della logistica. Le modifiche legislative, che interessano gli articoli da 1 a 63, trovano ora una puntuale applicazione pratica nella compilazione del modulo, delineando con maggiore precisione il trattamento dell'imponibile per tali attività. Si tratta di un adeguamento tecnico ma significativo, che gli operatori economici del comparto dovranno considerare con attenzione per evitare errori.
L'apertura sui crediti Iva e i soggetti abilitati al visto
Un altro aspetto di rilievo contenuto nelle novità del modello 2026, il quale fa riferimento al periodo d'imposta del 2025, è legato alla disciplina dei crediti Iva per determinate tipologie societarie, spesso definite di comodo. La stragrande maggioranza degli aggiustamenti al formulario, come viene sottolineato nelle istruzioni, è infatti finalizzata a regolamentare questa particolare fattispecie, con l'obiettivo di delinearne i confini e prevenirne abusi. Parallelamente, resta ferma la necessità, per alcuni soggetti, di ottenere il visto di conformità della dichiarazione Iva, un attestato che può essere rilasciato esclusivamente da professionisti iscritti in albi e ruoli precisi. Tra costoro figurano, in primo luogo, i dottori commercialisti e gli esperti contabili, seguiti dai consulenti del lavoro e da quei periti ed esperti iscritti nelle Camere di Commercio, in una specifica sottocategoria tributaria, già in data 30 settembre 1993.
La direzione è quella di un fisco sempre più integrato
L'insieme di questi sviluppi, dalla spinta sulla precompilata all'evoluzione tecnica dei modelli Iva, disegna un percorso chiaro verso un sistema tributario profondamente integrato e informatizzato. Un percorso che, se da un lato promette maggiori certezze e una riduzione degli oneri dichiarativi, dall'altro richiede una costante vigilanza e un aggiornamento continuo da parte di contribuenti e professionisti. Le istruzioni pubblicate dall'Agenzia delle entrate rappresentano, in questo senso, la mappa obbligata per orientarsi in un panorama normativo in continuo divenire, dove ogni modifica, anche apparentemente minore come quella al quadro VE, può avere ripercussioni importanti sulla corretta definizione del debito tributario.




