Fmi e Bankitalia avvertono l’Italia, “La crescita stenta e pesa il rischio dazi”

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Redazione Economia Redazione Economia   -   MILANO — Nubi macroeconomiche sull’Italia. Le vede il Fondo monetario internazionale, che nell’aggiornare il World economic outlook ha limato le prospettive di crescita del Pil 2025 allo 0,7%, al disotto delle attese, pur flebili, dell’Eurozona (+1%). Le vede anche la Banca d’Italia, che nell’ultimo Bollettino economico ha notato «una crescita debole e che stenta a ritrovare vigore» nel quarto trimestre del 2024. La crescita italiana resterà debole. Tanto dalla Banca d’Italia quanto dal Fondo monetario internazionale arrivano brutte notizie per il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Le previsioni per il 2025 non sorridono al nostro Paese, come evidenzia il Fmi nel suo World Economic Outlook: la crescita sarà debole sia nel 2025 che nel 2026 e sarà al di sotto di quella dell’Eurozona. L’Italia che traina la crescita europea è ormai un ricordo lontano.

Il Fondo Monetario Internazionale ha infatti rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2025, riducendo la stima del Pil italiano a un modesto +0,7%. Si tratta di un aggiustamento negativo di 0,1 punti rispetto alle previsioni precedenti. Anche Banca d’Italia, nel suo bollettino economico, ha confermato un quadro poco favorevole per l’economia italiana, parlando di una crescita che “stenta a recuperare vigore”, con una stima di +0,8% per l’anno in corso. Da tenere sotto osservazione l’andamento dell’industria tedesca e i potenziali dazi statunitensi.

La crescita non riparte: doppia stroncatura per l’Italia. La crescita italiana resterà debole. Tanto dalla Banca d’Italia quanto dal Fondo monetario internazionale arrivano brutte notizie per il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Le previsioni per il 2025 non sorridono al nostro Paese, come evidenzia il Fmi nel suo World Economic Outlook: la crescita sarà debole sia nel 2025 che nel 2026 e sarà al di sotto di quella dell’Eurozona. L’Italia che traina la crescita europea è ormai un ricordo lontano.

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