Milano Cortina 2026, la fiamma olimpica è arrivata in Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il viaggio è cominciato nel cuore della storia, laddove tutto ebbe inizio. Tra i marmi millenari dello stadio Panathinaiko di Atene, il cosiddetto Kallimarmaro, che dall'edizione dei Giochi del 2004 viene riprodotto persino sulle medaglie olimpiche, si è consumato il rito ancestrale del passaggio del fuoco sacro. Una cerimonia, quella greca, che ha visto la fiamma – accesa secondo la tradizione a Olimpia – essere consegnata nelle mani del presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, il quale ha sottolineato come il percorso della torcia servirà a raccontare le meraviglie del Paese e il profondo legame dell'Italia con lo spirito dei Giochi. Dopo un itinerario che ha toccato diverse località, da Salonicco a Lamia fino alla capitale, il simbolo a cinque cerchi ha quindi lasciato la terra degli dei per approdare in Italia, vent'anni dopo l'esperienza di Torino 2006, accendendo ufficialmente il conto alla rovescia verso l'appuntamento invernale del 2026.

Il ritorno della fiamma e l'accoglienza al Quirinale

L’atterraggio della fiaccola all’aeroporto di Fiumicino, avvenuto nella giornata di giovedì 4 dicembre, ha segnato un momento carico di significato, aprendo una nuova fase per l’organizzazione dell’evento. Un passaggio, questo, che non è rimasto confinato alle sole strutture tecniche ma che ha assunto un valore simbolico collettivo, come ha evidenziato l’amministratore delegato della Fondazione, Andrea Varnier, esprimendo il sogno che il viaggio della torcia possa rendere il Paese ancor più coeso. La prima tappa istituzionale sul suolo nazionale è stata dunque fissata per venerdì 5 dicembre al Quirinale, dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha personalmente accolto la fiamma olimpica, conferendo alla cerimonia un solenne riconoscimento statale e sottolineando l’importanza che l’intera nazione attribuisce all’imminente manifestazione sportiva.

Il lavoro dietro le quinte di un saggio organizzativo

Alle spalle di questo traguardo visibile a tutti, si cela un meticoloso lavoro preparatorio che ha impegnato, nel corso degli anni, centinaia di persone. Un impegno corale, come ricordato dall’ad Varnier, che ha coinvolto non solo la Fondazione Milano Cortina e il comitato olimpico nazionale, ma anche il governo, le regioni, i comuni e una miriade di volontari, tutti mossi dalla volontà di far sì che l’Italia potesse presentarsi al mondo nel migliore dei modi. Questo sforzo collettivo, spesso silenzioso e poco celebrato, costituisce la vera infrastruttura immateriale sulla quale poggia l’intero impianto dei Giochi, un’opera complessa che procede di pari passo con la costruzione degli impianti e l’allestimento dei servizi necessari ad ospitare atleti e spettatori.

Il percorso verso i Giochi tra simboli e realtà

Ora che la fiamma ha iniziato il suo cammino sul territorio italiano, il suo percorso diventerà una narrazione itinerante delle bellezze e delle capacità organizzative del Paese. Il viaggio della torcia, infatti, non si limita a essere una semplice anticipazione sportiva, ma si trasforma in un racconto pubblico che unisce simbolicamente le diverse comunità locali, attraversando città e paesi e creando un ponte ideale tra il passato glorioso delle Olimpiadi invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956 e la modernità proiettata al futuro di Milano. Un percorso che, mentre si dipana, porta con sé la responsabilità di onorare la tradizione olimpica, nella speranza che lo spirito di fair play e di incontro tra i popoli che essa incarna possa davvero trovare una piena espressione.

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