«Scherzi a parte», il gran finale tra scleri da manuale e vittime eccellenti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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È andata in onda l’ultima puntata stagionale di «Scherzi a parte» su Canale 5, con Max Giusti a chiudere il cerchio di un’edizione che ha cercato di rinnovare la formula senza tradirne lo spirito. Il meccanismo, ormai rodato, ha giocato ancora una volta sull’effetto sorpresa e sulla capacità dei protagonisti di reggere la pressione, tra candid camera costruite al millimetro e la conduzione discreta di Giusti, che si è limitato a tirare le fila di uno show dove la vera regista è la tensione emotiva delle “vittime”. A fare la differenza, in questo finale, è stata la varietà delle reazioni: c’è chi ha perso la pazienza in modo plateale e chi, invece, ha trasformato l’ansia in una sorta di controllo surreale.
Simona Ventura e il marito pasticcione: uno scherzo che sfiora il dramma familiare
Tra gli episodi più discussi c’è quello che ha visto protagonista Simona Ventura, finita suo malgrado al centro di una messinscena costruita sulla sua vita di coppia. Il marito Giovanni Terzi, nella finzione dello scherzo, dimentica dove ha parcheggiato l’auto e poi, peggio ancora, non denuncia il furto. La situazione precipita quando un finto ispettore fa credere alla conduttrice che la macchina sia stata usata per una rapina a mano armata con ferimento: «Sei un cogli*ne, una testa di caz*», urla Ventura, prima di aggiungere, con una frase destinata a diventare virale, che «lo devono sapere tutti». Lo scherzo, insomma, ha funzionato proprio perché ha toccato il nervo scoperto della quotidianità domestica, e la rabbia della Ventura – che inizialmente tentava di sminuire la distrazione del marito chiamandolo “orsetto” – è esplosa quando la situazione è parsa degenerare verso il penale.
Alessia Marcuzzi e il volo nel panico: un trauma rivissuto dopo venticinque anni
Ancora più radicata nel vissuto personale è stata la candid camera riservata ad Alessia Marcuzzi, che ha rivissuto sulla sua pelle lo stesso terrore del famoso scherzo del 1999. La showgirl è stata fatta salire a bordo di un piccolo aereo con la scusa di registrare un promo, quando a un certo punto il pilota ha finto di lanciarsi dal portellone senza paracadute. «È cascato il pilota, oddio mio Paolo», ha urlato Marcuzzi, mentre un assistente – in realtà un pilota vero – prendeva i comandi e lei si ritrovava a dare indicazioni casuali dalla cabina di guida: «Fai una leggera virata, ti sei allineato?», diceva terrorizzata, credendo di gestire un’emergenza. La scena, che in studio l’ha fatta rabbrividire al punto da dichiarare «mi sento male solo a riguardarlo», ha restituito il senso di uno scherzo che non si limita a far ridere ma che scava nei ricordi più profondi.
Sal Da Vinci e il figurone da “professionista” tra le urla in camerino
Se Ventura e Marcuzzi hanno incarnato il lato più isterico e vulnerabile del programma, Sal Da Vinci ha offerto il contraltare di chi, pur arrabbiato, mantiene una certa dignità. Il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo è stato ripreso mentre, in preda alla furia, inveiva contro qualcuno in un camerino con un eloquente «ma cosa ti devo telefonare?». Nella dinamica dello scherzo, soprannominato “il professionista”, il cantante ha dimostrato una capacità di tenuta che gli è valsa un apprezzamento unanime, trasformando un momento di potenziale imbarazzo televisivo in una prova di carattere. A completare il quadro delle reazioni ci hanno pensato Rosa Chemical, finito in una stanza dove ha preso a calci sedie e suppellettili prima di crollare a terra con il volto tra le mani, e la giornalista Costanza Calabrese, alle prese con un amico rimasto chiuso in una sauna.
Un meccanismo che funziona sull’equilibrio tra controllo e cedimento
L’ultima puntata, andata in onda lunedì 23 marzo, ha confermato come il programma – pur nella sua struttura classica – trovi ancora il suo baricentro nella psicologia dei protagonisti. Max Giusti, che ha introdotto gli sketch con monologhi inediti e ha commentato i filmati insieme agli ospiti, è stato un conduttore misurato, lasciando che fossero le immagini a parlare. E in effetti, tra il panico in volo di Marcuzzi, lo sclero casalingo di Ventura e la furia controllata di Sal Da Vinci, è emerso un ventaglio di umanità che tiene in piedi la formula. Non ci sono stati vincitori o vinti, solo una sequenza di reazioni – alcune studiate per essere spettacolari, altre spontanee – che hanno riempito il tempo della prima serata di Canale 5.




