Chiesa piena a Strozza per l'ultimo saluto a Pamela Genini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La chiesa parrocchiale di Strozza, piccolo paese della valle Imagna in provincia di Bergamo, non è riuscita a contenere tutti coloro che hanno voluto rendere l'ultimo omaggio a Pamela Genini, la donna di ventinove anni uccisa a coltellate nella sua abitazione milanese. L’ex fidanzato, Gianluca Soncin, si trova già in carcere, mentre i familiari e gli amici, riuniti in un dolore che è anche pubblico, cercano una ragione a un gesto che, per sua natura, ogni ragione la nega. Accanto alla madre della vittima, visibilmente provata, ha preso posto il compagno di lei; dietro di loro, uno stuolo di parenti ha ascoltato in silenzio le parole del sacerdote, in una cerimonia che la famiglia ha voluto riservata, lontana dall’obiettivo delle telecamere.

Il ricordo di un'amica

Tra le persone giunte in chiesa, si distingue la figura di Elisa Bartolotti, che è stata non solo amica ma anche socia di Pamela; ella è entrata nel luogo sacro stringendo tra le mani un mazzo di fiori bianchi, un colore che, come ha poi spiegato ai cronisti in attesa, "a Pamela piaceva molto". Con la voce rotta dall’emozione, Elisa ha dipinto il ritratto di una ragazza "piena di vita, solare, dolcissima", sottolineando come la sua scomparsa improvvisa abbia creato "un grande vuoto", un’assenza che molti, adesso, faticano a colmare. Le sue parole, se da un lato restituiscono l’immagine di una giovane donna vitale, dall’altro stridono amaramente con la circostanza che ne ha causato la morte.

Una tensione nel dolore

Proprio Elisa, insieme ad altre amiche strette della vittima, si è trovata al centro di aspre critiche da parte della madre di Pamela, la quale le ha rimproverate di averla, in un certo senso, abbandonata nel momento del bisogno. "Spero di avere la possibilità di parlarle oggi", ha affermato l’amica poco prima di varcare la soglia della chiesa, lasciando intendere un desiderio di chiarimento, o forse di riconciliazione, in una giornata già così carica di pathos. Questo dissidio, che emerge nel cuore del lutto, aggiunge un ulteriore strato di complessità a una vicenda i cui sviluppi giudiziari sono solo all’inizio.

Un addio simbolico

All'esterno, mentre la cerimonia proseguiva all’interno, una panchina rossa è stata addobbata con fiori, candele e una fotografia di Pamela, diventando un luogo di raccolta spontaneo e silenzioso per chiunque volesse onorarne la memoria. Questi piccoli oggetti, insieme ai messaggi di addio lasciati da chi l’ha conosciuta e anche da semplici sconosciuti toccati dalla tragedia, testimoniano di un cordoglio che travalica i confini del paese e si fa collettivo, mostrando quanto profonda sia la ferita inferta da un episodio di violenza che ha stroncato una giovane esistenza.

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