A Villa d'Almè l'ultimo saluto a Pamela Genini, la madre: "Francesco restituisca Bianca"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Per tutto il pomeriggio, davanti alla casa del commiato di Villa d'Almè, si è snodata una lenta e silenziosa processione di volti noti e meno noti, accomunati dal desiderio di portare un fiore e di trovare, seppur faticosamente, una parola di conforto per i familiari della vittima. Accanto alla madre, Una Smirnova, vegliavano il compagno e la nonna materna, in un'abbraccio collettivo che ha cercato di lenire, per un attimo, la brutalità di un distacco prematuro. Il feretro in rovere bianco, sul quale svettavano rose candide, era circondato da una moltitudine di composizioni floreali, alcune delle quali, con nastri segnati dal simbolo dell'infinito, tentavano di esprimere un affetto che va oltre la vita. L'amministrazione comunale, per gestire il delicato momento, aveva disposto la presenza di volontari dell'Associazione nazionale carabinieri e della Protezione civile, ai quali si sono affiancati gli agenti della polizia locale, garantendo così un clima di raccoglimento e rispetto.

L'appello straziante per la cagnolina

Proprio in mezzo a quel dolore, si è levato l'accorato appello della madre, che, rompendo il cerchio del lutto privato, ha chiesto pubblicamente la restituzione di un'altra creatura a lei cara. "Volevo chiedere aiuto", ha dichiarato Una Smirnova, riferendosi a Bianca, la cagnolina di Pamela che si troverebbe ancora con una persona di nome Francesco. Una richiesta che, nella sua semplicità, rivela tutta la profondità di un legame familiare spezzato, dove persino il destino di un animale domestico diventa parte integrante di una memoria da preservare e onorare, quasi un'ultima promessa da mantenere in nome della figlia.

Un addio tra i fiori e le recriminazioni

Tra i molti omaggi floreali, spiccava un cuscino di boccioli rossi a forma di cuore, deposto ai piedi della bara e accompagnato da una dedica che racchiudeva tutto il strazio dei genitori: “Mamma Una e papà Sergio”. Quell'immagine, di una tenerezza straziante, contrastava con le amare considerazioni emerse in altre occasioni. La madre, infatti, aveva già espresso la sua rabbia verso il circolo di amicizie della figlia, affermando, con un tono che mescolava dolore e rimprovero, che se qualcuno era a conoscenza delle violenze subite avrebbe dovuto agire diversamente, denunciando quanto accadeva invece di lasciare la giovane in balia di una solitudine che si è rivelata letale.

Il percorso verso le esequie

Dopo il trasferimento della salma dalla scena del crimine milanese alla casa della madre, avvenuto martedì, la vicenda giudiziaria prosegue il suo corso mentre la famiglia e la cittadina si preparano a celebrare le esequie. L'appuntamento per l'ultimo saluto è fissato per venerdì 24 ottobre, alle ore 10, in un momento che segnerà la chiusura di una cerimonia pubblica e l'inizio di un lutto più intimo e personale, carico di tutte le domande e le ferite aperte da un episodio di una violenza inaudita.

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