Nuovo focolaio di legionella a New York, due morti e 72 contagi nell'Upper East Side. Il Guggenheim tra gli edifici sotto inchiesta
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Redazione Salute
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Il batterio della legionella ha colpito duramente l'Upper East Side di Manhattan, uno dei quartieri più esclusivi e benestanti di New York, causando finora due vittime e contagiando 72 persone. Le autorità sanitarie cittadine hanno confermato il secondo decesso nella serata di sabato 18 luglio, dopo aver annunciato il primo solo ventiquattro ore prima, e la crescente preoccupazione tra i residenti si accompagna ora a un'ondata di evacuazioni e a un'operazione senza precedenti di bonifica degli impianti di climatizzazione dei grattacieli della zona.
Il commissario alla salute di New York, il dottor Alister Martin, ha espresso il cordoglio della città, sottolineando al contempo che il numero di nuovi casi giornalieri è in calo, un segnale che potrebbe indicare l'avvenuta eliminazione della fonte primaria del contagio.
Un'epidemia da torri di raffreddamento
L'indagine epidemiologica, scattata il 2 luglio dopo la segnalazione dei primi due casi ravvicinati, si è rapidamente concentrata sulle cosiddette torri di raffreddamento, impianti idrici installati sui tetti dei grandi edifici per regolare la temperatura dei sistemi di refrigerazione e condizionamento. Queste strutture, che espellono calore attraverso un processo di nebulizzazione dell'acqua, possono disperdere nell'aria minuscole goccioline contaminate dal batterio Legionella, che prolifera in acque calde e stagnanti, venendo poi inalate dalle persone che transitano nelle vicinanze.
Il dipartimento sanitario cittadino ha testato 183 torri di raffreddamento nell'area compresa tra la 96esima e la 76esima strada, corrispondente ai codici postali 10128, 10028 e 10075, e ben 76 di esse sono risultate positive al batterio, sebbene i test iniziali non fossero in grado di distinguere tra batteri vivi e morti, rendendo difficile individuare con certezza la fonte dell'epidemia.
Il Guggenheim Museum sul banco degli imputati
Tra gli edifici risultati positivi spicca il celebre Solomon R. Guggenheim Museum, l'iconico museo d'arte moderna progettato da Frank Lloyd Wright e situato sulla Quinta Strada, la cui torre di raffreddamento è finita al centro delle attenzioni.
Nonostante il ritrovamento del batterio, il museo è rimasto regolarmente aperto al pubblico: le autorità hanno precisato che la contaminazione non rappresenta un rischio per i visitatori o per la maggior parte del personale, poiché l'acqua degli impianti di raffreddamento non entra in contatto con quella potabile né con i sistemi di condizionamento interno dell'aria.
In una nota, il Guggenheim ha dichiarato di aver immediatamente eseguito tutti gli interventi di bonifica richiesti dalla città, che comprendono il drenaggio e la disinfezione della torre, e di sottoporre l'impianto a controlli mensili da parte di società esterne specializzate. La direzione del museo ha inoltre rassicurato i dipendenti, i quali hanno ricevuto comunicazione interna che il pericolo è limitato al personale addetto alla manutenzione che opera a diretto contatto con la torre di raffreddamento, il quale è stato messo in guardia e sta adottando le dovute precauzioni.
Evacuazioni e misure straordinarie
L'allarme sanitario ha innescato un'operazione di bonifica senza precedenti: il comune ha ordinato ai proprietari di tutti gli edifici con torri di raffreddamento positive di procedere immediatamente alla pulizia e alla disinfezione degli impianti. Entro il 16 luglio, tutte le 76 strutture interessate avevano completato la procedura, mentre centinaia di residenti sono stati costretti a lasciare temporaneamente i propri appartamenti per permettere gli interventi, complicati ulteriormente dall'ondata di caldo torrido che in quei giorni ha investito la metropoli.
Il commissario Martin ha evidenziato come, in questa occasione, la città abbia scelto di non attendere i risultati dei test di seconda fase, che richiedono circa due settimane per confermare la presenza di batteri vivi, ma abbia ordinato la disinfezione al primo accertamento positivo, un approccio più aggressivo rispetto al passato volto a velocizzare i tempi di risposta.
Le autorità sanitarie hanno inoltre invitato chiunque abbia visitato l'area dell'Upper East Side dalla fine di giugno e accusi sintomi simil-influenzali, come tosse, febbre o difficoltà respiratorie, a contattare immediatamente un medico. La legionellosi, o morbo del legionario, è una forma grave di polmonite che, sebbene curabile con antibiotici se diagnosticata precocemente, risulta fatale in circa il 10% dei casi, con un rischio maggiore per anziani, fumatori e soggetti con un sistema immunitario compromesso.
Un precedente allarmante ad Harlem
Il focolaio dell'Upper East Side riporta alla mente la grave epidemia che colpì il quartiere di Harlem nell'estate del 2025, quando sette persone persero la vita e oltre 100 rimasero contagiate in un'emergenza che venne poi ricondotta alle torri di raffreddamento dell'Harlem Hospital e di un cantiere vicino. Quell'evento aveva spinto la città a inasprire le normative, introducendo a maggio 2026 una legge che prevede ispezioni più frequenti e multe più salate per i proprietari di edifici inadempienti.
E se il numero di casi di legionellosi negli Stati Uniti desta preoccupazione, anche in Italia il problema rimane rilevante: secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, nel 2022 sono stati notificati 3.111 casi, con un incremento del 14% rispetto all'anno precedente, a dimostrazione di come il rischio legato alla proliferazione di questo batterio rappresenti una sfida costante per la sanità pubblica a livello globale. Le autorità di New York continuano a monitorare la situazione, sebbene il calo dei nuovi contagi faccia ben sperare che il peggio sia passato.




