Il Milan e la ricerca del ds: tra battute e strategie in stand-by

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Franco Ordine, sulle colonne del Corriere dello Sport, ha ironizzato sulla lunga attesa che sta caratterizzando la scelta del nuovo direttore sportivo del Milan, paragonandola – non senza sarcasmo – ai tempi biblici di un conclave. «È probabile che arrivi prima la decisione sul prossimo Papa che il nuovo ds rossonero», ha scritto, sottolineando come la dirigenza, guidata da Giorgio Furlani, sembri muoversi con una cautela che sfiora l’immobilismo.

Se Igli Tare, finora indicato come favorito, non ha ancora firmato, c’è chi ipotizza che il club stia attendendo «che si liberi qualcuno attualmente impegnato», come suggerito sempre da Ordine. Una strategia che, però, rischia di trasformarsi in un boomerang, considerando che il mercato estivo richiede tempistiche ben precise. Intanto, i piani per la prossima stagione rimangono in sospeso, mentre la governance – definita «orizzontale» per via del ruolo condiviso tra Furlani, Zlatan Ibrahimović e Geoffrey Moncada – procede a rilento.

Lo stesso presidente Paolo Scaroni, interpellato sulla questione due settimane fa, ha ammesso che «nulla è stato deciso» e che si tratta ancora di «fare sondaggi». Furlani, dal canto suo, ha ribadito l’intenzione di «scegliere la persona giusta», evitando però di sbilanciarsi su nomi e tempistiche. Quel che è certo è che il Milan non può permettersi ulteriori ritardi, soprattutto se l’obiettivo è quello di costruire una squadra competitiva.

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