Filosa torna a Mirafiori: "Insieme ce la faremo", ma i sindacati chiedono fatti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Antonio Filosa, da poco insediato come amministratore delegato di Stellantis, ha scelto Torino per il suo primo confronto diretto con i dipendenti. Oltre settecento persone, riunite nell’Heritage Hub di Mirafiori — luogo simbolo della storia automobilistica italiana — hanno ascoltato il manager, mentre altri collaboratori si collegavano da tutto il mondo. Una scelta non casuale, quella di tornare nella città che lo ha visto crescere professionalmente, prima in Fiat, poi in Fca sotto Sergio Marchionne, e infine in Stellantis.

La "town hall", come viene definita internamente questa riunione, è servita a Filosa per ribadire le priorità del gruppo: gli Stati Uniti, dove Donald Trump è tornato alla Casa Bianca e dove i dazi potrebbero ridisegnare gli equilibri commerciali; la transizione elettrica, frenata da normative europee che chiedono una revisione; e il rapporto con fornitori e clienti, da ricucire dopo anni di tensioni. "Abbiamo già iniziato a rivedere il piano strategico", ha detto, senza però anticipare tempi o dettagli.

I sindacati, dal canto loro, hanno accolto con cautela le parole del nuovo ad. "Ora servono i fatti", è stato il commento secco, a rimarcare l’attesa di scelte concrete per un’industria che, nonostante i numeri globali — oltre 230mila dipendenti sparsi nel mondo — vive in Italia momenti di incertezza. Filosa, che proprio oggi compie 52 anni, ha voluto lanciare un messaggio di continuità con il passato, ma anche di discontinuità rispetto alle strategie precedenti.

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