Filosa: con la 500 ibrida Mirafiori riavrà il secondo turno
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Redazione Economia
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Lo stabilimento di Mirafiori, che di recente ha inaugurato la produzione della nuova Fiat 500 Hybrid, si appresta a riattivare il secondo turno di lavoro a partire dal prossimo marzo, un segnale concreto, come ha sottolineato l'amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa, di come l'impegno nel sito produttivo torinese stia procedendo secondo le previsioni. L'avvio della manifattura del nuovo modello, la cui produzione è cominciata lo scorso novembre e che a regime porterà a un incremento della capacità produttiva annuale di circa centomila unità, ha già condotto, del resto, a quattrocento nuove assunzioni, consolidando un percorso che appare in netta controtendenza rispetto ai timori che avevano aleggiato in precedenza sul futuro dello storico impianto. "Mirafiori è la casa della Fiat", ha dichiarato Filosa, ponendo l'accento su un legame simbolico e operativo che sembra rinsaldarsi attraverso un investimento il cui esito è ritenuto cruciale per l'intero indotto.
Il messaggio alle istituzioni europee
Filosa, tuttavia, pur nel quadro di un'evidente soddisfazione per il traguardo raggiunto, ha lanciato un appello molto preciso alle istituzioni europee, sollecitando "azioni urgenti e definitive, soprattutto nel segmento delle auto di piccole dimensioni", un ambito nel quale la concorrenza internazionale si fa sempre più agguerrita. L'impegno in Italia potrebbe, di fatto, ricevere un ulteriore e decisivo impulso soltanto qualora da Bruxelles giungano segnali chiari e misure che favoriscano la riconquista della clientela; "se ci sarà consentito di riconquistare i clienti con prodotti eccellenti come la 500 ibrida", ha specificato l'ad, "riusciremo sicuramente a riportare la crescita che è fondamentale per gli investimenti e l'innovazione futuri". Una visione, la sua, che collega in modo indissolubile le sorti industriali del gruppo alla definizione di un contesto normativo europeo più favorevole, il quale, agevolando la domanda, permetterebbe di sostenere i volumi produttivi sui quali si fonda la sostenibilità economica degli stabilimenti.
Una 500 "pragmatica" e il rilancio simbolico di Mirafiori
La presentazione della vettura, avvenuta alla presenza del presidente John Elkann e di Olivier Francois, responsabile del marchio Fiat, è andata ben oltre la semplice unveil di un nuovo modello, configurandosi come una celebrazione dell'identità stessa del brand e della città che lo ha generato. La 500 Hybrid, definita da Francois come "la 500 pragmatica che il mercato ci ha chiesto", è stata infatti progettata, disegnata e costruita interamente a Torino, un elemento che ne accentua il valore simbolico e che sottolinea la volontà di farne il perocco di una rinascita non solo industriale. A ciò si lega strettamente l'annuncio, fatto da Elkann, del rinnovamento della Palazzina Uffici, un altro tassello di quel progetto di riqualificazione complessiva che mira a restituire a Mirafiori il suo storico ruolo di cuore pulsante della produzione automobilistica nazionale.
La scommessa produttiva su Italia e modelli compact
Sulla Fiat 500 ibrida e sulla Jeep Compass, che viene assemblata nello stabilimento di Melfi, il gruppo Stellantis fonda la propria strategia per garantire un significativo aumento dei volumi produttivi nel nostro paese, cercando di intercettare quella domanda di mobilità sostenibile ed efficiente che caratterizza il segmento delle vetture compatte. Filosa ha ribadito come la società stia rispettando gli impegni assunti con il cosiddetto Piano Italia, facendo la propria parte in un disegno più ampio che coinvolge anche la politica e le parti sociali. Le prime consegne della nuova city car ibrida, il cui avvio è previsto per il gennaio 2026, rappresenteranno dunque il banco di prova più importante per verificare la bontà di un investimento che ha già ridato slancio a uno dei siti industriali più iconici d'Europa.




