Il Cagliari valuta Mendy e Borrelli in vista del Bologna, dopo l’assalto alla salvezza
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Redazione Sport
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Non c’è ancora la matematica, lo si ribadisce con il consueto scetticismo di chi ha visto fallire conti troppo belli prima del tempo, eppure il margine di otto punti sulla zona calda – che sulla carta tiene lontana la retrocessione con le mani larghe – rende il traguardo più vicino che mai. La vittoria sull’Atalanta, quella firmata dalla doppietta dell’esordiente Paul Mendy e dal gol decisivo di Gennaro Borrelli, ha regalato al Cagliari un’aria nuova, più ossigeno per le gambe e per la testa in vista del rush finale. Da domani pomeriggio, la truppa guidata da Pisacane concentrerà la propria attenzione sulla trasferta di Bologna: un impegno che, pur sembrando meno gravoso di altri sulla carta, richiederà comunque tutte le energie di un gruppo che non vuole lasciare nulla al caso. La preparazione, inevitabilmente, dovrà fare i conti con le condizioni fisiche di alcuni elementi chiave usciti acciaccati dal match con gli orobici.
I due problemi muscolari che ridisegnano l’attacco rossoblù
Proprio nel momento in cui il giovane senegalese sembrava aver preso per mano la squadra, mettendo a segno due reti in appena otto minuti – una delle quali dopo solo diciotto secondi dal fischio d’inizio – un guasto muscolare lo ha costretto ad alzare bandiera bianca già al termine della prima frazione. Mendy, aggregato stabilmente in prima squadra soltanto da qualche settimana, rappresenta ora il primo dei due casi da esaminare con attenzione nello studio medico: l’attaccante classe 2007, che contro la Dea disputava la sua prima partita da titolare in Serie A, ha mostrato una reattività e una presenza fisica tali da far sorgere immediatamente il rimpianto per un'uscita così precoce. Lo staff medico proverà a recuperarlo, ma il rischio concreto è quello di dover fare a meno del suo slancio proprio nella delicata sfida del Dall’Ara. Dall’altra parte, e venendo a costituire il secondo grattacapo per Pisacane, c’è Borrelli: subentrato proprio al posto dello stesso Mendy, il centravanti ha impiegato meno di due minuti per siglare il definitivo 3-2, confermandosi un finalizzatore freddo e quasi chirurgico. Anche per lui, purtroppo, la gioia è durata lo spazio di un mattino: un problema fisico sopraggiunto nel corso della ripresa, sebbene di entità non ancora chiarita del tutto dagli esami strumentali, ne ha messo in dubbio la disponibilità per la prossima giornata.
Il banco di prova di Bologna e le scelte obbligate di formazione
Se da un lato la classifica sorride (e non potrebbe essere altrimenti, con un bottino di trentaquattro punti che allontana le paure più immediate), dall’altro l’infermeria rischia di complicare i piani di un tecnico che, va ricordato, ha plasmato il suo undici proprio sulla mobilità del reparto offensivo. La trasferta bolognese rappresenta un esame di maturità per questo gruppo: l’obiettivo è blindare la salvezza senza dover aspettare le ultime, sudatissime giornate, magari approfittando di un Bologna che naviga a metà classifica e potrebbe concedere qualche spazio. Tuttavia, senza Mendy e Borrelli, le opzioni in attacco si assottiglierebbero vistosamente. La sensazione, leggendo i dati della partita contro l’Atalanta, è che la squadra abbia trovato una nuova linfa proprio nell’inesperienza spregiudicata dei suoi giovani. Salvo sorprese dell’ultim’ora, il tecnico sarà costretto a rimescolare le carte: chi punterà per un posto da titolare, tra chi è reduce da un infortunio e chi scalpita per dimostrare il proprio valore, avrà l’occasione per giocarsi una fetta importantissima di questo finale di campionato. La rifinitura di domani, quella in cui si proveranno gli schemi e si scioglieranno gli ultimi dubbi, dirà molto sulle ambizioni reali di questa truppa in terra emiliana.




