Laura Pirovano trionfa in Val di Fassa: primo storico successo in Coppa del Mondo per un centesimo
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Redazione Sport
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Un margine risibile, un soffio, quel lasso di tempo impercettibile che separa la gloria dall'ennesima delusione. E per Laura Pirovano, abituata a vedere quei centesimi giocare contro, questa volta la musica è cambiata in modo radicale. La 28enne trentina, finanziera di Spiazzo, ha finalmente spezzato l'incantesimo aggiudicandosi la discesa libera di Coppa del Mondo sulla neve di casa, la pista “La Volata” di Passo San Pellegrino, in Val di Fassa. Il cronometro, quel giudice impassibile che per 124 gare non l'aveva mai premiata con il primo posto, si è fermato su un tempo di 1’21”40, un'inezia che vale una carriera. Alle sue spalle, staccata di un solo centesimo, la tedesca Emma Aicher, argento olimpico a Milano Cortina, mentre completa il podio l'americana Breezy Johnson, oro mondiale e olimpico in carica nella specialità, ferma a 29 centesimi. Per Pirovano, alla sua 125esima partecipazione nel massimo circuito, è la prima volta che il pettorale rosso di leader, indossato a fine gara, non è stato un'illusione ma il sigillo su un sogno a lungo accarezzato e altrettante volte svanito. Una vittoria che sa di rivincita, pensando ai 29 piazzamenti tra le prime dieci – di cui undici nei cinque – e a quei podi sempre mancati, che avevano reso la sua costanza quasi un'amara consuetudine.
La volata di casa e la rimonta in classifica
La gara, recupero di un appuntamento saltato a gennaio a Crans Montana per via del maltempo, ha assunto fin da subito i contorni della favola. Pirovano, partita con il numero otto, ha sciato con una determinazione e una pulizia tecnica raramente viste in precedenza, costruendo il suo vantaggio nei tratti centrali del tracciato e lasciando poi alle avversarie il compito di inseguire un crono che sembrava battibile. E mentre la pancia dello stadio, gremito di tifosi italiani, tratteneva il fiato, il riferimento cronometrico della tedesca Aicher – giovane rivelazione di questa stagione – si fermava a un soffio, quel fatidico centesimo che per una volta ha sorriso all'azzurra. “Sono al settimo cielo – ha commentato a caldo Pirovano, ancora incredula – perché mi sono sentita sciare davvero bene ed ero in piena fiducia”. Parole sincere, quelle riportate anche dall'ANSA, che rivelano un'anima finalmente libera dal peso di un tabù. Le sue mani, ha confessato, tremavano nell'attesa che l'ultima discesa si concludesse, ma questa volta, al contrario di quanto accaduto in passato – come quel clamoroso errore a Crans Montana a fine gennaio quando, saldamente in testa, saltò l'ultima porta a pochi metri dal traguardo – la dea bendata ha scelto di vestire l'azzurro.
Il quadro delle rivali e il contesto della competizione
Se la festa è tutta per Laura Pirovano, diverso è l'umore nel clan delle altre big. Sofia Goggia, grande speranza italiana e sempre protagonista nelle veloci, ha concluso la prova lontana dalla vetta, sedicesima a oltre nove decimi, un risultato che complica la sua rincorsa nella classifica di specialità. La situazione in classifica generale di disciplina, a due sole discese dal termine della stagione, si fa infatti sempre più avvincente e vede ora Pirovano proiettata in una lotta insperata fino a poche ore fa. Nonostante il ritiro forzato di Lindsey Vonn, vittima di una frattura al piatto tibiale sinistro durante la discesa olimpica di Cortina – infortunio che di fatto ha chiuso la sua stagione e probabilmente messo fine alla sua carriera – l'americana guida ancora la classifica con 400 punti. Ma ora alle sue spalle il gruppo è compatto: Emma Aicher segue a 386, mentre la neovincitrice Laura Pirovano balza a 336 punti, accorciando sensibilmente le distanze. Un margine che rende il weekend di Val di Fassa, che prevede un'altra discesa e un supergigante, un crocevia fondamentale per l'assegnazione della coppetta.
Un tracciato amico e il sogno che si avvera
La pista “La Volata” si conferma terreno di caccia favorevole per le italiane, un pendio che ha già regalato gioie in passato e che oggi ha visto la consacrazione di un'atleta matura. La piemontese Federica Brignone, assente per infortunio, è stata idealmente sostituita da questa Pirovano capace di mettere in fila un parterre di lusso composto da atlete del calibro della svizzera Corinne Suter, quarta a 35 centesimi, e della stessa Johnson. Il successo, costruito su una sciata aggressiva e senza paure – come ha sottolineato la stessa trentina ai microfoni Rai – rappresenta non solo un traguardo personale, ma anche un segnale importante per l'intero movimento. Con la seconda discesa in programma sabato e il supergigante di domenica, l'Italia scopre una nuova leader, capace di lottare ad armi pari con le specialiste del settore. La sua gioia, quella di chi finalmente ce l'ha fatta dopo una carriera di piazzamenti e rimpianti, è la fotografia più autentica di una giornata perfetta, dove anche l'affetto delle compagne e delle stesse avversarie, come lei stessa ha tenuto a sottolineare, ha reso il momento ancora più speciale.




