La doppietta di Laura Pirovano in Val di Fassa regala al Trentino l'ottava vittoria in Coppa del Mondo
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Redazione Sport
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Sulle nevi di casa, lassù dove la pista “La VolatA” si snoda tra i panorami del Passo San Pellegrino, Laura Pirovano ha scritto una pagina di storia per lo sci trentino e azzurro. La 28enne di Spiazzo Rendena, dopo anni trascorsi a collezionare piazzamenti senza mai riuscire a salire sul gradino più alto del podio, ha finalmente rotto il sortilegio in un week-end che resterà negli annali della Federsci provinciale. Con due discese libere vinte in due giorni, venerdì 6 e sabato 7 marzo, l’azzurra ha regalato al proprio movimento la settima e l’ottava affermazione di sempre in Coppa del Mondo nello sci alpino, portando a tre il bottino femminile dopo il successo di Chiara Costazza nello slalom di Lienz del lontano 2007.
Le sue vittorie, entrambe maturate per un solo centesimo di secondo – prima ai danni della tedesca Emma Aicher e poi dell’austriaca Cornelia Huetter – hanno il sapore di una rivalsa personale, quasi che quei centesimi che in passato l’avevano sempre respinta ai margini della top-5, e per ventinove volte consecutivamente, abbiano infine deciso di restituirle tutto l’interesse accumulato. “Si è spesso parlato di sfortuna, oggi ho pareggiato i conti”, ha confidato la sciatrice ai microfoni, con la voce rotta dall’emozione per un’impresa che nemmeno lei, nell’immediato, riusciva a comprendere appieno: vedere la luce verde al traguardo, per la seconda volta in ventiquattr’ore, le è parso quasi uno scherzo.
Questa doppietta, che segue di pochi giorni le Olimpiadi di Cortina, ha proiettato Pirovano in testa alla classifica di specialità della discesa, complice anche il grave infortunio occorso a Lindsey Vonn durante i Giochi. La trentina, che proprio a Cortina aveva chiuso quinta nel supergigante, e che nell’ultima gara pre-olimpica a Crans Montana era uscita a due porte dal traguardo quando viaggiava in vantaggio, guida ora la graduatoria con 436 punti, ventotto lunghezze di margine sulla tedesca Aicher, che rappresenta la sua più immediata inseguitrice.
Il fine settimana sulle Dolomiti, organizzato dalla Val di Fassa Grandi Eventi con il supporto della Fisi, non si è esaurito con le gesta di Pirovano. La domenica dedicata al supergigante ha regalato un altro sigillo azzurro con la vittoria di Elena Curtoni, alla quale si è aggiunto il terzo posto di Asja Zenere, giunto a sorpresa con il pettorale numero 33 e valso il suo primo podio in carriera in Coppa del Mondo. Un tris di successi in tre giorni che il presidente del Comitato Trentino Tiziano Mellarini ha definito memorabile, sottolineando non solo il valore delle atlete ma anche la qualità del lavoro organizzativo, elogiato dalla stessa Federazione internazionale.
Per lo sci trentino, che in campo maschile aveva raccolto cinque vittorie con i gigantisti Davide Simoncelli e gli slalomisti fassani Angelo Weiss, Cristian Deville e Stefano Gross, l’apporto di Pirovano rappresenta il coronamento di un percorso avviato anni fa con il “Progetto Trentino Azzurro”. La sua crescita, costellata da infortuni anche gravi come la rottura del crociato nel 2021, è stata un susseguirsi di cadute e rinascite, un’esistenza da equilibrista tra la passione per l’apnea, che pratica per ritrovare la calma, e la velocità estrema sugli sci. “Ho dovuto veramente raschiare il fondo del barile delle energie”, ha ammesso dopo il settimo posto nel superG di domenica, confessando tutta la stanchezza accumulata ma anche la gioia di potersi finalmente lasciare andare, consapevole che il suo week-end da sogno si era già perfettamente compiuto.




