La prima volta di Laura Pirovano in Val di Fassa, un centesimo di gloria che vale una stagione
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Redazione Sport
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La neve di casa, quella del Passo San Pellegrino in Val di Fassa, ha finalmente regalato a Laura Pirovano ciò che inseguiva da una vita, ovvero quel successo in Coppa del Mondo che per anni era sembrato un miraggio, nonostante le innumerevoli volte in cui la trentina ci era andata vicina. La discesa libera disputata sulla pista “La VolatA”, quella che recuperava una gara cancellata a Crans Montana, ha incoronato la 28enne delle Fiamme Gialle con un tempo di 1’21”40, un crono che ha avuto il sapore della rivincita personale dopo i quattro quarti posti e quegli undici piazzamenti nelle prime cinque che grattavano la porta del podio senza mai varcarla. Il margine con cui si è imposta è quello beffardo che spesso l’aveva punita in passato: un solo centesimo di secondo, la stessa frazione che oggi separa la sua felicità dallo scoramento della tedesca Emma Aicher, giunta seconda con il medesimo tempo arrotondato ma di fatto sconfitta proprio sul traguardo, e con la statunitense Breezy Johnson, terza a ventinove centesimi, a completare un podio che profuma di internazionalità.
L’ombra di Crans Montana e la svola tanto attesa
Per comprendere l’emozione che ha attraversato la valanga azzurra nel giorno del suo primo trionfo, occorre tornare indietro di poche settimane, precisamente a quel 31 gennaio in Svizzera, quando Pirovano stava dominando il superG di Crans Montana e un errore fatale all’ultima porta le aveva negato la gloria, regalandole l’ennesima delusione in una carriera costellata di infortuni e piazzamenti beffardi. Oggi, invece, la musica è cambiata: la sciatrice di Spiazzo, che in passato ha dovuto fare i conti con la rottura del legamento crociato in entrambe le ginocchia, ha sciato con una libertà mentale che lei stessa ha definito sorprendente, costruendo il suo vantaggio nel tratto centrale del tracciato, lì dove la tecnica e la pulizia della linea fanno la differenza. Mentre la pista, preparata alla perfezione dagli organizzatori, offriva un manto veloce ma onesto, la finanziera italiana ha saputo rosicchiare quei decimi che poi si sono rivelati decisivi per tenere a bada il ritorno della tedesca Aicher, partita più tardi e capace di spaventare l’azzurra fino all’ultimo intermedio.
La classifica finale della discesa, che ha visto ben sette italiane piazzate nella top 30, racconta di una squadra azzurra in salute, con Elena Curtoni decima e una Sofia Goggia, oggi diciassettesima, evidentemente non a proprio agio su queste nevi ma pur sempre nel gruppo di testa. Tuttavia, lo sguardo è inevitabilmente attratto dalla lotta per la Coppa di disciplina: con il ritiro di Lindsey Vonn, ferma a quota 400 punti, la situazione si è improvvisamente aperta. Pirovano, forte dei 336 punti conquistati fino a ora, si ritrova seconda a soli 14 lunghezze dalla vetta, scavalcata dalla sola Aicher, oggi portabandiera di una Germania che ringrazia per i 386 punti accumulati dalla sua giovane promessa. Una rimonta che sembrava impensabile fino a poche ore fa e che rende il weekend fassano, con un’altra discesa in programma domani e un superG domenica, un crocevia fondamentale per le sorti della stagione.
La VolatA, un palcoscenico che esalta le italiane
Osservando la classifica di giornata, colpisce la distribuzione delle forze in campo: alle spalle delle prime tre, troviamo atlete del calibro di Kira Weidle-Winkelmann e Cornelia Hütter, a dimostrazione di come il tracciato di Passo San Pellegrino, con i suoi circa 2,3 chilometri e un dislivello di 800 metri, abbia messo alla prova la resistenza e la tecnica di tutte. Le svizzere, nonostante una pattuglia nutrita, non sono andate oltre l’ottavo posto di Corinne Suter, mentre la slovena Ilka Štuhec si è dovuta accontentare della settima piazza. Tra le file italiane, oltre alla splendida prova della vincitrice, vanno segnalati i piazzamenti di Roberta Melesi, quindicesima, e di Nadia Delago, sedicesima, che hanno preceduto Goggia, mentre Nicol Delago ha chiuso diciannovesima a pari merito con la francese Romane Miradoli. Una prestazione corale che conferma come questa pista, che in passato aveva già regalato gioie a Fanchini e Moelgg, stia diventando un piccolo fortino per la velocità in rosa.
Il peso di un centesimo nella carriera di un'atleta
Al di là dei numeri e delle statistiche, che pure vedono Pirovano salire sul gradino più alto del podio dopo ventinove piazzamenti tra le top 10, ciò che rimarrà nella memoria collettiva è l'immagine di un'atleta che finalmente spezza il sortilegio. Per anni si è parlato di lei come di una predestinata, capace di vincere un Titolo mondiale juniores in gigante, ma poi frenata da quegli infortuni che l'hanno costretta a ricostruire pezzo dopo pezzo la propria carriera. E quando il fisico ha retto, è stata la sorte a girare al contrario, come in quella gara di Kvitfjell o in quella di Lake Louise dove si era dovuta accontentare della piazza d'onore. Oggi, invece, il pallottoliere dei centesimi, spesso avverso, ha sorriso a lei: un solo centesimo di vantaggio su Aicher, lo stesso margine con cui in passato aveva visto sfumare sogni di gloria, oggi è diventato il confine netto tra una carriera onorevole e una carriera da ricordare. Il fatto che sia successo in Val di Fassa, a pochi chilometri da casa, rende la narrazione ancora più poetica: la pista “La VolatA” non è solo un luogo di competizione, ma un pezzo di terra che conosce le sue curve e che oggi l’ha accolta tra le sue braccia, restituendole tutto l’affetto che il pubblico trentino le ha sempre tributato.




