Pirovano, che due giorni: dalla maledizione del quarto posto al bis in Val di Fassa
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Redazione Sport
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Non era mai salita sul podio in Coppa del Mondo, Laura Pirovano, e in tanti, incrociando le dita per lei, parlavano ormai di una sorta di sortilegio. La trentina delle Fiamme Gialle, classe 1997, aveva collezionato piazzamenti di prestigio, tantissimi quarti posti e piazze d’onore che sapevano di beffa più che di premio, un campionario di gare condotte ai massimi livelli e poi svanite per dettagli, per quel centesimo che puntualmente girava male. Poi, nel giro di ventiquattro ore, ecco che la musica è cambiata, e lo ha fatto con una violenza tale da riscrivere in un colpo solo la narrativa di una carriera. Sulla neve di casa, quella della pista “La VolatA” del Passo San Pellegrino, in Val di Fassa, l’azzurra ha prima sfatato il tabù, vincendo venerdì la sua prima discesa libera in carriera con un margine risicatissimo sulla tedesca Emma Aicher, e poi ci ha preso gusto, replicando l’impresa sabato con un altro successo, identico nella sostanza e nella misura: un solo centesimo di secondo.
A farne le spese, nella seconda uscita, è stata l’austriaca Cornelia Huetter, atleta di grande esperienza e solidità, che per lunghi minuti aveva accarezzato il sogno del trionfo dopo aver chiuso la sua prova con un crono che sembrava proibitivo. La discesa numero 23, invece, ha raccontato una storia diversa: Pirovano, partita con il pettorale di chi deve ancora confermarsi, ha infilato una parabola perfetta, limando il terreno centimetro dopo centimetro, soprattutto nella parte tecnica del tracciato e nel Gran Raccordo, per poi scollinare con una velocità tale da intaccare quel fortino apparentemente inespugnabile. Il tempo finale di 1 minuto, 20 secondi e 91 centesimi l’ha proiettata davanti a tutti, relegando Huetter all’amaro secondo posto per la durata di un battito di ciglia, per quei ventotto centimetri che separano il gradino più alto dell’olimpo dal resto del mondo.
Alle spalle del duo di testa, a certificare il livello altissimo della gara, si è piazzata la svizzera Corinne Suter, staccata di appena cinque centesimi, un non nulla che in una competizione normale varrebbe un acclamato successo e che invece qui vale un terzo posto di tutto rispetto, segnale comunque di una ritrovata confidenza con le posizioni che contano dopo l’ottavo posto di ventiquattro ore prima. Quarto posto per l’americana Breezy Johnson, staccata di sessantaquattro centesimi, a precedere la tedesca Kira Weidle-Winkelmann e l’austriaca Ariane Raedler. Più indietro, in un undicesimo posto che fotografa un momento di difficoltà relativa sulle nevi fassane, Sofia Goggia, la quale accusa un ritardo di un secondo e cinque centesimi dalla sua compagna di squadra; la bergamasca, che in superG sta volando e punta alla sfera di cristallo di specialità, qui in Val di Fassa continua a non trovare la quadratura perfetta del cerchio.




