Trump licenzia Katie Zacharia dopo cinque giorni: la portavoce più breve della Casa Bianca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La parabola di Katie Zacharia alla Casa Bianca si è chiusa in meno di una settimana. Nominata da Donald Trump venerdì scorso e insediatasi lunedì, la nuova portavoce presidenziale ha lasciato l'incarico venerdì, dopo appena cinque giorni di servizio. A dare la notizia è stata Fox News, confermata poi da un alto funzionario americano, mentre il presidente in persona ha raccontato ai giornalisti di averle suggerito di riconsiderare la propria posizione.

«Katie, ne hai davvero bisogno? Non credo che tu ne abbia bisogno», ha riferito Trump di averle detto, aggiungendo che la donna è stata «trattata molto male dai media».

Un briefing da quattordici minuti e tre domande

Il debutto pubblico di Zacharia, martedì, era stato tutto tranne che rassicurante. La conferenza stampa nella James Brady Press Briefing Room è durata quattordici minuti, durante i quali la portavoce ha risposto soltanto a tre domande, provenienti da testate dichiaratamente favorevoli all'amministrazione come Breitbart, Fox News e Daily Mail. Gran parte dell'intervento è stata dedicata alla lettura di un elenco di risultati rivendicati dall'esecutivo, con una pausa e un sorriso quando ha pronunciato le parole «Department of War».

Interrogata da Fox News sull'eventuale sospensione della condivisione di informazioni di intelligence con l'Ucraina, Zacharia non ha saputo fornire una risposta, limitandosi a promettere un successivo approfondimento. Il momento più imbarazzante, però, è arrivato quando, parlando del sostegno ricevuto in famiglia, ha confuso il marito con il presidente: «Il mio presidente... scusate, mio marito», ha detto, suscitando qualche risata in sala.

Il caso delle credenziali professionali

A pesare sul destino della portavoce è stata soprattutto la controversia sul suo curriculum. Zacharia, quarantunenne, si è laureata in giurisprudenza alla Pepperdine University nel 2011, ma non avrebbe mai superato l'esame di abilitazione alla professione forense in California. La questione era emersa già nei giorni scorsi, quando la newsletter Popular Information aveva ricostruito come la portavoce avesse condiviso sui social almeno quindici post che la identificavano come «attorney» nel corso di due anni.

Interrogata dai giornalisti su quale Stato le avesse rilasciato l'abilitazione, Zacharia aveva risposto facendo riferimento al proprio trasferimento in Cina, una circostanza che non equivale all'ottenimento di una licenza statunitense. Giovedì sera, in un'intervista a Fox News, ha ammesso di non aver mai passato l'esame. La vicenda ha assunto un peso ulteriore perché, secondo il Washington Post, due organizzazioni hanno presentato segnalazioni allo State Bar della California per verificare se alcune attività dichiarate potessero configurare esercizio non autorizzato della professione.

Il precedente Scaramucci e il valzer dei portavoce

L'uscita di Zacharia riporta alla memoria i giorni convulsi del primo mandato di Trump, quando Anthony Scaramucci rimase direttore della comunicazione per undici giorni prima di essere allontanato. Il record è ora ampiamente battuto. La portavoce era stata scelta per sostituire Karoline Leavitt, che aveva lasciato l'incarico in agosto per dedicarsi alla famiglia dopo diciassette mesi di briefing spesso conflittuali con la stampa.

Prima della nomina, Zacharia aveva lavorato come commentatrice televisiva per reti conservatrici e aveva ricoperto un incarico breve al Dipartimento per la Sicurezza interna. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, venerdì un consigliere senior dell'amministrazione l'ha convocata con la scusa di una conversazione con il vicepresidente JD Vance, senza che lei facesse più ritorno alla sua scrivania. La Casa Bianca ha confermato che Zacharia sta completando la transizione fuori dal ruolo.

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