Katie Zacharia, dalla gaffe su Trump ai dubbi sul titolo di avvocata
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Katie Zacharia, nuova portavoce della Casa Bianca scelta da Donald Trump, ha iniziato il suo incarico con una gaffe davanti ai giornalisti e una controversia sui propri titoli professionali. Durante la prima conferenza stampa, martedì 13 ottobre, ha confuso il presidente degli Stati Uniti con il marito. Nelle ore successive, l'attenzione si è concentrata soprattutto sulla sua qualifica di avvocata, messa in discussione dalle verifiche condotte da diversi giornali americani. Il Wall Street Journal ha riferito che la portavoce non avrebbe superato l'esame di abilitazione alla professione forense sostenuto in California.
Il lapsus sul marito e la conferenza stampa durata 14 minuti
Il primo incontro con i giornalisti si è concluso dopo appena 14 minuti, durante i quali Zacharia ha risposto soltanto a tre domande, provenienti da Breitbart, Fox News e Daily Mail. Gran parte dell'intervento è stata dedicata alla lettura di dichiarazioni preparate in precedenza, con riferimenti ai risultati rivendicati dall'amministrazione presidenziale. La nuova responsabile dei rapporti con la stampa è apparsa in difficoltà in alcuni passaggi, prima dell'episodio che ha attirato maggiormente l'attenzione dei media. Le è stato chiesto come intendesse conciliare il nuovo incarico con la vita familiare e con la crescita dei suoi quattro figli.
Rispondendo, ha spiegato di considerare inaccettabile l'idea di non poter trascorrere le serate con i bambini. Ha quindi iniziato una frase dicendo «il mio presidente», correggendosi immediatamente con «mio marito». Il lapsus ha provocato le risate dei presenti e la stessa portavoce ha cercato di sdrammatizzare con una battuta. Ha poi raccontato che il coniuge Tyler Zacharia si trovava a Washington per una settimana, anche perché in famiglia ricorrevano due compleanni. La donna ha sottolineato l'importanza attribuita dai genitori a queste occasioni, spiegando che intendono festeggiarle insieme ai figli.
L'esame in California non superato e i dubbi sull'abilitazione
Ben più delicata è la questione relativa alla formazione giuridica della nuova portavoce. Trump l'aveva presentata pubblicamente come un'avvocata, mentre la stessa Zacharia aveva utilizzato questa qualifica in precedenti apparizioni televisive. Le verifiche giornalistiche, tuttavia, non hanno individuato un'iscrizione a suo nome negli albi professionali degli Stati americani esaminati. Il California State Bar, l'organismo che gestisce l'abilitazione e la registrazione degli avvocati nello Stato, ha confermato l'assenza di un'iscrizione. La circostanza ha spinto i cronisti a chiedere direttamente alla responsabile della comunicazione presidenziale dove avesse ottenuto il titolo necessario per esercitare la professione.
La risposta ha alimentato ulteriormente le perplessità. Alla domanda su quale esame di abilitazione avesse superato, la portavoce ha fatto riferimento al proprio trasferimento in Cina, senza indicare uno Stato americano nel quale fosse stata autorizzata a esercitare. Successivamente ha spiegato al New York Times di aver frainteso la domanda a causa del rumore dell'elicottero presidenziale Marine One. A suo dire, aveva capito che le venisse chiesto dove si trovasse dopo aver terminato gli studi universitari, anziché dove avesse conseguito l'abilitazione forense.
La formazione accademica della portavoce è documentata. Nel 2011 ha conseguito una laurea in giurisprudenza alla Pepperdine University School of Law. Secondo una fonte a conoscenza dei fatti citata dal Wall Street Journal, dopo il diploma universitario avrebbe sostenuto l'esame per diventare avvocata in California senza riuscire a superarlo. Risulta invece che abbia superato il Multistate Professional Responsibility Examination, una prova dedicata all'etica professionale che non equivale all'abilitazione completa. Successivamente ha lavorato presso lo studio Zhong Lun, occupandosi di operazioni internazionali in un'attività per la quale non era richiesta una licenza statunitense.
Sulla questione è intervenuta anche Campaign for Accountability, un'organizzazione impegnata nel controllo delle condotte pubbliche e istituzionali, che ha presentato un esposto chiedendo di verificare se Zacharia si sia qualificata impropriamente come avvocata. La distinzione giuridica riguarda il possesso di un titolo universitario e l'autorizzazione a esercitare: negli Stati Uniti la laurea in legge, da sola, non attribuisce automaticamente il diritto di rappresentare clienti come professionista abilitato. La Casa Bianca ha difeso la propria scelta precisando che la nuova portavoce è stata assunta per svolgere funzioni di comunicazione e non per fornire consulenza legale.
Dal lavoro con i conservatori all'annuncio sull'ambasciatrice in Grecia
Prima della nomina, Zacharia aveva lavorato per la società di social media del presidente ed era intervenuta regolarmente come commentatrice politica nei programmi televisivi conservatori. Nel suo curriculum compare anche l'incarico di general counsel presso Fix California, organizzazione fondata da Ric Grenell, consigliere vicino al presidente. In quella posizione si sarebbe occupata del coordinamento di consulenti legali esterni. La sua designazione ha segnato il passaggio di consegne con Karoline Leavitt, che aveva lasciato l'incarico in agosto per approdare a Fox News. La scelta è stata annunciata personalmente dal presidente, che ha successivamente definito eccellente la prima apparizione pubblica della sua collaboratrice.
Nel corso del debutto, la portavoce ha comunicato anche una decisione diplomatica: la richiesta di dimissioni rivolta a Kimberly Guilfoyle, ambasciatrice americana in Grecia ed ex fidanzata di Donald Trump Jr. La diplomatica era finita al centro di accuse riguardanti presunte irregolarità nella gestione dei rapporti con finanziatori politici. In particolare, il Wall Street Journal aveva riferito di una richiesta di denaro a un donatore repubblicano per contribuire al pagamento di spese personali su una carta di credito. Guilfoyle ha respinto le contestazioni, mentre l'ufficio dell'ispettore generale del Dipartimento di Stato ha avviato accertamenti sulla sua condotta. Dopo la comunicazione ufficiale, l'ambasciatrice ha confermato pubblicamente la conclusione del proprio incarico ad Atene.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
