Destituita Dina Boluarte, il Perù volta pagina con il presidente ad interim Jerí

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Congresso peruviano, in una notte di tensione e decisioni irrevocabili, ha posto fine al mandato di Dina Boluarte, la quale, sostenuta da un consenso popolare che le indagini demoscopiche quantificavano in una forbice tra il due e il quattro per cento, deteneva il primato di capo di Stato meno apprezzato al mondo. La votazione, che ha sancito la sua destituzione con l’accusa di "incapacità morale permanente", si è consumata in meno di ventiquattro ore, trovando un’insolita convergenza trasversale tra i diversi schieramenti politici: ben 113 deputati su 130 hanno infatti approvato la mozione, segnando l’epilogo di una parabola politica iniziata tra le promesse non mantenute di dimissioni, proseguita con lo scandalo noto come Rolexgate e caratterizzata da proteste di piazza spesso represse con interventi di forza che hanno causato vittime, i cui dettagli sono ora al centro di inchieste della magistratura.

Il crollo di una leadership già fragile

La caduta di Boluarte, che alcuni osservatori politici consideravano inevitabile, non è scaturita esclusivamente dalla recente ondata di mobilitazioni giovanili, bensì dalla progressiva maturazione di una crisi di governabilità in un paese, il Perù, che nell’ultimo decennio ha visto avvicendarsi sette inquilini del palazzo presidenziale, molti dei quali hanno poi affrontato procedimenti giudiziari. Governare in uno stato di emergenza quasi perpetuo, partendo da una base di consenso così esigua, si era rivelata un’impresa insostenibile, che ha finito per logorare qualsiasi residuo di credibilità e di autorità.

L’ascesa fulminea di José Jerí e la nuova agenda

Con l’impeachment divenuto esecutivo, la presidenza ad interim è stata assunta da José Jerí, il quale, nel suo primo discorso alla nazione, ha immediatamente delineato le priorità del suo mandato, concentrandosi su una questione che definisce di vitale importanza per la sicurezza nazionale. "Il nemico principale è nelle strade: bande criminali e organizzazioni criminali", ha dichiarato Jerí, sottolineando come la lotta a questi fenomeni richiederà un impegno coordinato di tutte le forze di polizia e delle istituzioni dello Stato.

Una transizione sotto lo sguardo della giustizia

Mentre il nuovo esecivo si insedia, le indagini su alcuni degli episodi più controversi dell’era Boluarte proseguono il loro corso, con i magistrati che stanno esaminando le responsabilità, anche di carattere penale, relative alla gestione delle proteste e allo scandalo degli orologi di lusso, vicende che hanno contribuito in maniera decisiva a creare quel clima di sfiducia e di ostilità verso l’establishment. Il parlamento, dal canto suo, ha dimostrato con questo voto una rara determinazione nell’interrompere un ciclo di leadership considerato ormai sterile e dannoso per la stabilità del paese.

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