Palermo, addio a Giovanni Ferrara: l’ex presidente che riportò i rosanero in serie B

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il mondo del calcio palermitano si è risvegliato con una notizia che porta il segno del lutto: Giovanni Ferrara, figura storica alla guida del club rosanero tra la fine degli anni Ottanta e la fine del millennio, è morto all’età di 75 anni. A tradirlo è stato un improvviso malore che ne ha reso necessario il trasporto d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “Civico” di Palermo, dove i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Nato il primo novembre 1950 a Lercara Friddi – una coincidenza che lo legava simbolicamente al club, fondato proprio nello stesso giorno di cinquant’anni prima – Ferrara lascia un vuoto profondo in una città che, sotto la sua guida, imparò di nuovo a sperare nel calcio che conta.

Fu imprenditore nel settore alimentare, titolare del pastificio “Pasta Ferrara”, ma il suo legame con il Palermo iniziò ben prima di insediarsi nella poltrona di presidente. Già negli anni Ottanta, quando la sua azienda compariva come sponsor sulle maglie, si respirava un’aria di appartenenza che sarebbe diventata totale nel 1989. Quell’anno, a soli tre anni di distanza dalla radiazione che aveva gettato il club nell’oblio, Ferrara decise di rilevare la società da Salvino Lagumina. Era l’epoca di Italia ’90, con lo stadio della Favorita in ristrutturazione e la città in fermento per l’imminente appuntamento mondiale, ma il suo sguardo era puntato a ridare dignità a una piazza che meritava palcoscenici più importanti.

Sotto la sua gestione, che si articolò in due distinti periodi (dal 1989 al 1993 e successivamente dal 1995 al 2000), il Palermo conobbe una fase di rinascita sportiva culminata con risultati che restano impressi nella memoria collettiva. Il primo grande acuto arrivò nella stagione 1990-1991, con la storica promozione in Serie B arrivata al termine di uno spareggio epico contro la Fidelis Andria: un pareggio, un gol di De Sensi e una Favorita stracolma di passione fecero da cornice al ritorno tra i cadetti. Ferrara volle celebrare quel momento cambiando il simbolo del club, introducendo il logo dell’aquila ad ali spiegate che ancora oggi rappresenta un’icona per i tifosi.

Il doppio successo del 1993 e il “Palermo dei picciotti”

Se il primo ritorno in Serie B aveva riacceso la luce, fu nel 1993 che Ferrara – pur avendo lasciato temporaneamente la presidenza a Liborio Polizzi, pur mantenendo il ruolo di amministratore delegato – toccò l’apice della sua avventura dirigenziale. Quell’anno i rosanero centrarono uno storico double: la promozione in Serie B arrivò infatti accompagnata dalla vittoria della Coppa Italia di Serie C, un trofeo conquistato nella finale contro il Como che arricchì la bacheca di un club assetato di successi.

Ritornato alla presidenza nel 1995, Ferrara sognò in grande assieme alla città. Furono gli anni del celebre “Palermo dei picciotti”, una squadra guidata in panchina da Ignazio Arcoleo, che seppe interpretare al meglio lo spirito di appartenenza e l’identità locale, alimentando la speranza di un approdo in Serie A che rimase per un soffio sulla soglia della realtà. In quel periodo, la Favorita tornava a registrare il tutto esaurito, trascinata da una tifoseria che riconosceva nel presidente non solo un imprenditore, ma un uomo capace di metterci la faccia anche nei momenti più difficili.

Cordoglio ufficiale e il ricordo della città

La notizia della scomparsa ha trovato immediata eco nei messaggi di cordoglio diffusi dalla società. Il Palermo FC, con una nota ufficiale firmata dal presidente Dario Mirri e dall’intera famiglia City Football Group, ha voluto omaggiare Ferrara per il suo “tratto signorile, la grande passione per i nostri colori e uno straordinario rispetto per le persone e per gli impegni assunti”. Mirri ha sottolineato come, anche nelle fasi più complicate e faticose, Ferrara abbia sempre difeso il club e chi lo circondava con un coinvolgimento incondizionato.

Non è mancato il cordoglio del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che ha ricordato l’ex presidente come “un uomo perbene, carico di passione e di visione”, capace insieme ai suoi soci di contribuire alla causa rosanero pur tra mille difficoltà. Una carriera, la sua, che si chiuse nel 2000 con la cessione della società a Franco Sensi, allora patron della Roma: un passaggio che aprì la strada alla successiva, lunghissima era di Maurizio Zamparini, ma che non cancellò il ruolo di Ferrara come colui che aveva traghettato il Palermo fuori dal buio.

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