Meta lancia Muse, l’agente IA che agisce al posto dell’utente tra sfide tecniche e questioni di fiducia
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Redazione Economia
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Meta ha ufficialmente annunciato il lancio negli Stati Uniti di Muse, un agente di intelligenza artificiale personale progettato, secondo quanto dichiarato dall’azienda, non per rispondere a domande ma per agire direttamente per conto dell'utente. A differenza degli assistenti virtuali tradizionali, che si limitano a eseguire comandi su richiesta, Muse si connette alle applicazioni e ai servizi utilizzati quotidianamente, come la posta elettronica, le piattaforme di pagamento e i siti di shopping, compiendo operazioni in modo autonomo e continuando a lavorare anche a interfaccia chiusa.
Architettura e meccanismi di controllo
Alimentato dal modello proprietario Muse Spark, il sistema non si limita a generare risposte, ma può inviare email, effettuare acquisti online e pianificare viaggi. Per garantire un margine di controllo su operazioni potenzialmente delicate, l'architettura di Muse prevede una macchina virtuale Linux isolata per ogni utente, dove risiedono i file e la memoria personale, e un secondo agente denominato Sentinel che autorizza o blocca le azioni.
Sentinel analizza il servizio utilizzato, il tipo di operazione e il contesto della richiesta, potendo concedere permessi temporanei o permanenti e distinguendo tra accesso in lettura e scrittura, per esempio consentendo a Muse di leggere un calendario senza poter creare nuovi appuntamenti.
Un passo nella corsa all'AI agentica
Il lancio di Muse rappresenta una tappa significativa nella strategia di Meta, che punta a recuperare terreno nei confronti di OpenAI, Anthropic e Google nella corsa all'intelligenza artificiale.
L'azienda guidata da Mark Zuckerberg ha pianificato investimenti annuali fino a 145 miliardi di dollari per colmare il divario nei modelli di frontiera, una cifra che si colloca in un panorama competitivo dove Google ha annunciato spese in conto capitale tra 180 e 190 miliardi di dollari per il 2026 e dove Anthropic ha recentemente superato OpenAI in termini di valutazione privata.
Il contesto interno a Meta
Le ambizioni nel campo dell'AI si inseriscono in un periodo di profonda riorganizzazione interna per Meta. La società ha avviato frequenti cicli di riduzione del personale, incluso un taglio del 10% della forza lavoro nella primavera del 2026, e ha riallocato migliaia di dipendenti verso i reparti dedicati all'intelligenza artificiale.
Questa transizione non è stata priva di tensioni: un programma di raccolta dati per l'addestramento degli agenti AI, che prevedeva il monitoraggio di click, digitazioni e attività di navigazione dei dipendenti, è stato temporaneamente sospeso a giugno 2026 dopo le proteste di oltre 1.600 lavoratori e l'intervento delle autorità europee per la registrazione di comunicazioni tra impiegati negli Stati Uniti e in Europa.
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