L'autista Angelo, l'eroe del bus, e la tragedia dell'ottantacinquenne al volante nonostante il divieto
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Redazione Interno
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«Per prima cosa ho pensato ai ragazzi». Sono le parole, semplici e dirette, di un uomo che, in un attimo di caos e paura, ha saputo mantenere un sangue freddo ammirevole. Angelo Lupoli, quarant'anni, originario di Frattamaggiore ma sandonatese di adozione da ormai diciotto anni, è l'autista dell'Atvo che, nel corso di un drammatico incidente, ha salvato gli studenti che trasportava. La sua consueta corsa delle 6.30, quella che collega San Donà di Piave a Oderzo, si è trasformata in un incubo quando un suv, giunto di fronte, ha invaso la corsia opposta. Il suo primo istinto, come racconta lui stesso, è stato quello di assicurarsi che tutti i giovani a bordo, insieme a due operai diretti al lavoro, riuscissero a mettersi in salvo: «Così ho fatto uscire tutti i ragazzi», ha dichiarato, sebbene sia ancora sotto choc per l'accaduto.
La storia di Germano e il divieto ignorato
Dall'altra parte della strada, alla guida del suv Hyundai Tucson che ha causato lo schianto, c'era Germano De Luca, ottantacinquenne di Fregona. La sua, come è emerso, era una fuga dettata dalla disperazione dopo un provvedimento che, per lui, aveva rappresentato una mazzata: soltanto il giorno prima, martedì, gli era stata notificata la revoca della patente. Un colpo durissimo per un uomo che, nonostante l'età, aggrappato alla sua indipendenza, vedeva in quel documento la libertà di muoversi, di rivedere gli amici e, soprattutto, di raggiungere una donna di circa novant'anni, di cui si era invaghito e che risiedeva proprio a San Donà. Nel bagagliaio della sua vettura, come a confermare un'intenzione di trasferimento, sono state ritrovate due valigie piene dei suoi vestiti.
L'amministratore di sostegno e le sue preoccupazioni
A parlare della testardaggine e dell'orgoglio di Germano De Luca è stato il sindaco di Fregona, Giacomo De Luca, il quale, pur non essendo imparentato con l'anziano, ne era stato nominato amministratore di sostegno d'ufficio. «Gli avevamo detto tante volte: lascia stare la macchina, curati e poi vedrai che se starai bene ti ridaranno la patente», ha affermato il primo cittadino, aggiungendo con rammarico che l'uomo «era troppo orgoglioso per ascoltare». Il sindaco ha rivelato di aver espressamente vietato a Germano di mettersi al volante, un divieto che purtroppo non è stato rispettato, come dimostrano i fatti di mercoledì mattina su via Maggiore, a Piavon di Oderzo.
Il bilancio di una mattina sconvolta
L'epilogo dello scontro tra il suv e il pullman, un evento di cronaca nera che ha sconvolto la provincia trevigiana, è stato purtroppo tragico. A perdere la vita è stato Germano De Luca, mentre il suo gesto, compiuto in spregio alle indicazioni ricevute, ha coinvolto una ventina di studenti, i quali, seppur feriti, devono la loro salvezza alla prontezza e al senso di responsabilità dell'autista Angelo Lupoli. Un bilancio che, oltre al morto, conta dunque diversi giovani rimasti segnati dall'incidente, i quali si trovavano sul bus al momento dell'impatto.




