Tragedia a Piavon di Oderzo: muore 85enne senza patente, feriti 15 studenti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un bus scolastico, che trasportava una cinquantina di studenti tra i 14 e i 18 anni, si è ribaltato ieri a Piavon di Oderzo in seguito a uno scontro frontale con una Hyundai Tucson. L’automobile, la cui dinamica è al centro delle indagini, era condotta da Germano De Luca, 85 anni, di Fregona, deceduto sul colpo a causa della violenza dell’impatto. Dal veicolo pubblico, che percorreva la via Maggiore, sono stati necessari diversi soccorsi per portare in ospedale quindici giovani, i cui traumi, per fortuna, non hanno mai assunto carattere di gravità e li hanno condotti nelle strutture di Oderzo e San Donà di Piave.

La revoca della patente e il trasferimento

Martedì, come è emerso, a Germano De Luca era stata notificata la revoca della patente, un provvedimento che, privandolo della possibilità di guidare, aveva minato la sua autonomia. Proprio il giorno successivo, nonostante il divieto, l’uomo si era messo al volante della sua vettura, un Suv, e si stava dirigendo verso il Veneziano; nel bagagliaio, come è stato accertato, trasportava due valige piene di vestiti, un particolare che fa supporre l’intenzione di un trasferimento, seppur temporaneo. Alcuni di coloro che lo conoscevano hanno riferito che l’ottantacinquenne, il quale aveva allontanato la badante per preservare la propria indipendenza, avesse sviluppato una forte attenzione per un’amica novantenne residente proprio a San Donà, meta che sembrava essere la sua destinazione al momento dello schianto.

Il racconto dell’autista e la protezione dei ragazzi

Angelo Lupoli, l’autista Atvo di 40 anni, sebbene ferito, ha mantenuto un contegno esemplare nel caos immediatamente successivo all’incidente. «Ho avuto paura, ma ho pensato ai ragazzi», ha dichiarato, descrivendo i secondi concitati in cui, avvistata l’auto avversaria, ha tentato di evitare lo scontro rallentando, lampeggiando e suonando ripetutamente il clacson. Dopo il ribaltamento, nonostante il disorientamento, la sua prima preoccupazione è stata quella di aprire le porte per consentire l’esodo degli studenti, un’azione che ha senza dubbio facilitato i soccorsi. I suoi colleghi, intervistati in seguito, hanno sottolineato come Lupoli abbia compiuto ogni gesto possibile per proteggere i passeggeri a lui affidati, un comportamento che ha limitato le conseguenze di un evento potenzialmente catastrofico.

Le condizioni dei feriti e un particolare inquietante

Tutti gli studenti coinvolti nel drammatico incidente, dopo le cure del caso, sono stati dimessi dagli ospedali, con una prognosi che si è limitata a lievi ferite e a un comprensibile shock emotivo. Molti di loro, aiutati anche da automobilisti di passaggio, sono riusciti a uscire autonomamente dal mezzo ribaltato, trovandosi poi radunati lungo la strada in attesa dei mezzi di emergenza. Mentre per loro l’episodio si è concluso con un grande spavento, per Germano De Luca non c’è stato scampo. Un aspetto che le indagini stanno valutando riguarda le modalità con cui l’anziano, pur avendo restituito la patente, si sia impossessato del veicolo; pare, infatti, che si fosse procurato una copia delle chiavi dell’auto, aggirando così le restrizioni e mettendo in moto una sequenza di eventi dalla quale non è più riuscito a uscire vivo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.